Cosa ci fanno una cipolla rossa di Tropea, lamponi, miele, peperoncino e lime nello stesso bicchiere? Nelle mani di Sebastiano Spinoni, con l’aggiunta di tequila, diventano un cocktail dal nome che sembra un titolo di cronaca: «Ultim’ora, emergenza a Tropea. La situazione si fa piccante».
Roba da Televideo, quello che da piccoli consultavamo sul televisore, scorrendo pagine di notizie, risultati sportivi e previsioni del meteo. Ed è proprio a quel mondo, oggi un po’ nostalgico, che si ispira il nuovo menù di «Antidoto», il cocktail bar di Spinoni a due passi dalla Loggia. Qui i porcini finiscono nel bicchiere sotto la voce «Viabilità», pane e Nutella diventano «Accade oggi», mentre gorgonzola, pere e noci si nascondono dietro un curioso «Borsa-fondi».
Un Televideo tutto da bere, insomma, dove le notizie si mescolano agli ingredienti e ogni cocktail ha qualcosa da raccontare. Ne abbiamo parlato con Spinoni, nell’atmosfera raccolta del suo locale, tra soffitti a botte, pietre a vista e luci soffuse.

Spinoni, cominciamo dalla notizia più curiosa: che cosa ci fa il gorgonzola in un cocktail?
Ci sta benissimo. Lo facciamo cuocere nel rum a bassa temperatura, all’interno di un sacchetto sottovuoto. Poi lo mettiamo nel congelatore: il gorgonzola si solidifica e a quel punto filtriamo il tutto. Abbiamo voluto creare un menù gastronomico, giocando con ingredienti che siamo abituati a trovare nel piatto anziché nel bicchiere.
Ma avete una cucina o un laboratorio da piccoli chimici?
Un laboratorio attrezzato con estrattore, Bimby e altri strumenti che ci permettono di sperimentare e creare liquori, sciroppi, cordiali e tante altre preparazioni, partendo da frutta, verdura e spezie.
Di giorno fate gli esperimenti, di notte servite i risultati.
Esatto. Antidoto è aperto tutte le sere dalle 21 alle 3.

Ma chi beve un cocktail alle 2 di notte?
Nel fine settimana un po’ tutti. Durante la settimana vengono soprattutto persone che lavorano nel nostro settore. Finiscono il turno e passano da noi per rilassarsi.
Orari da metropoli. Brescia è pronta?
Noi crediamo molto nelle potenzialità della città. Brescia sta crescendo, anche dal punto di vista turistico.
Cos’era in passato questo posto?
Nel Seicento era una stalla.
Quando è cominciata l’avventura di Antidoto?
Nel febbraio 2024. Prima avevo una pizzeria d’asporto a Borgo San Giacomo, il mio paese, e ho lavorato come barman nelle discoteche.
Perché proprio Antidoto? Un nome che sembra uscito da una farmacia.
È quello che volevo. Mi piaceva richiamare il legame tra il barista e il farmacista. Anche il logo si ispira a quel mondo: c'è il serpente e un’ampolla con una goccia.

Con tutti questi esperimenti, viene da pensare a un locale per veri intenditori.
Al contrario, vogliamo essere un posto per tutti. L’attenzione al cliente viene prima di tutto. Quando entra qualcuno mi piace sapere come si chiama, che lavoro fa, scambiare due chiacchiere. Il rapporto umano è fondamentale.
Adesso c'è il Televideo. Ma prima che cosa si leggeva sul menù?
Abbiamo avuto quello ispirato all’estate italiana e al cartellone dell’Algida, poi quello dedicato ai tarocchi, con l’Angelo, il Matto e l'Eremita. E anche un menù tutto giocato sulle formule magiche.

Wingardium Leviosa, Sim Sala Bim, Abracadabra...
Esattamente. E non potevano mancare i maghi. Il cocktail dedicato al Mago Forest è diventato uno dei nostri intramontabili.
A proposito di magie, i suoi cocktail l’hanno portata addirittura in Messico.
Sono tornato da poco dalla finalissima di un concorso organizzato da Agave Sito, produttori di sciroppo d'agave messicana. In Italia hanno partecipato 170 concorrenti. È stata un’esperienza fantastica.

Che cosa avete combinato dall’altra parte dell’oceano?
Andavamo al mercato a scegliere le materie prime locali con cui preparare i cocktail. Io ne ho realizzato uno con ananas grigliato, coriandolo e tequila. Poi abbiamo visitato i produttori. È stato un viaggio molto interessante, soprattutto dal punto di vista formativo.
Nel suo mondo i colleghi sono concorrenti o complici?
Complici, assolutamente. Mi piace molto collaborare con altri locali. I miei cocktail vengono proposti in diversi bar d'Italia e io ospito le creazioni di altri barman. È un modo per confrontarsi e crescere.
E a Brescia con chi sperimenta?
Collaboro con la gelateria Mille di Verolanuova. Spesso abbino i loro gelati ai miei cocktail. Per me fanno il gelato più buono del mondo.




