Cronaca

Zone, la Regione dà l’ok: la Casa del commiato può finalmente aprire

Potranno essere ospitati non solo i defunti a bara chiusa. Il sindaco: vittoria della comunità
Flavio Archetti
La nuova casa del commiato può aprire
La nuova casa del commiato può aprire

La nuova Casa del commiato di Zone adesso può aprire. Nonostante fosse pronta dalla fine del 2025, il Comune si rifiutava di attivare il servizio perché le regole regionali prevedevano di farvi ospitare i defunti solo a «bara chiusa», e questo era ritenuto penalizzante per i cittadini. Il diritto di apertura, pur non sfruttato, era stato sancito qualche settimana fa da una sentenza favorevole del Tar di Brescia, a cui aveva fatto ricorso un'impresa funebre del lago d'Iseo che ne contestava la possibilità. Per il Comune di Zone però non era abbastanza. Il sindaco Zatti riteneva che il confronto giuridico fosse «vinto» ma «quello politico no».

La battaglia politica

Così l’Amministrazione zonese si è messa alla testa di un gruppo di Municipi di piccole dimensione della Valcamonica, della Valtrompia, della Bassa e delle valli bergamasche, e negli ultimi mesi ha esercitato pressione politica sul Pirellone lombardo per ottenere una modifica del regolamento. Modifica che, grazie al supporto fondamentale della Commissione Sanità, proponente al Consiglio regionale un emendamento per il cambio normativo, è stato rimodellato dallo stesso Consiglio lo scorso 16 giugno all'unanimità, con 58 voti favorevoli e zero contrari.

Cosa dice il regolamento

Il nuovo regolamento, destinato a diventare applicabile tra qualche giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sostiene che «il corpo di un defunto residente in Lombardia può essere trasportato ai fini dell'esposizione in luoghi diversi dalle case funerarie, previa autorizzazione comunale, a condizione che l'accertamento della morte sia effettuato con tanatogramma o dal medico necroscopo tra la 15ª e la 24ª ora dal decesso; che nel territorio comunale non siano presenti case funerarie; che il trasporto sia effettuato con contenitore impermeabile non sigillato e sia concluso entro 24 ore dal decesso; e infine che trasporto e esposizione del corpo avvengano nel rispetto delle norme igienico-sanitarie statali e regionali».

Soddisfazione

Per il sindaco Marco Zatti, «l'intervento del Consiglio regionale merita un plauso perché ha saputo garantire alla politica il suo ruolo equidistante dagli interessi dei cittadini e da quello delle imprese del settore, dando la precedenza al buon senso. In questi mesi abbiamo sostenuto la necessità di dare garanzie all'azione dei Comuni nei paesi di piccole dimensioni, quelli in cui non arrivano gli investimenti privati. L'intervento era doveroso nei confronti di queste comunità e non può essere ritenuto penalizzante per le imprese».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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