West Nile, scoperto il primo caso bresciano: è asintomatico
C’è anche un bresciano tra i dodici casi di West Nile registrati nel corso dell’anno, in particolare nei mesi di luglio e in questo scorcio di agosto, dalla sanità Lombarda. È il primo, non ha dato luogo a manifestazioni sintomatiche ed è stato scoperto per caso in seguito ad un esame del sangue, grazie al protocollo attivato da Regione Lombardia per monitorare lo sviluppo dell’epidemia sul territorio. Nella corso della campagna di sorveglianza delle arborivirosi, sempre a Brescia, sono stati inoltre intercettati due casi di dengue e due di Chikungunya.
La mappa
Dei dodici casi regionali, nove sono autoctoni, ossia originati nel nostro territorio. Cinque riguardano pazienti con sintomi neurologici: tra loro, un cittadino di oltre 85 anni con gravi patologie pregresse è purtroppo deceduto. Quattro persone presentano sintomi lievi, senza interessamento neurologico, mentre tre sono risultate positive pur essendo asintomatiche: questi ultimi casi sono stati individuati grazie all’attività di screening sui donatori di sangue.
La sorveglianza sui donatori, spiegano da Regione Lombardia, è una misura attiva ogni anno dopo la conferma della circolazione di zanzare infette o la rilevazione del virus in animali selvatici e da allevamento, come uccelli e cavalli. Il sistema di monitoraggio per West Nile e Usutu è coordinato dalla Direzione Generale Welfare in base al Piano nazionale Arbovirosi 2022-2025.
Le Ats sono responsabili della vigilanza sul territorio, mentre le diagnosi dei casi confermati vengono effettuate dai laboratori dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano e dell’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. «Continueremo a monitorare la situazione con la massima attenzione – è la linea di Palazzo Lombardia – e a mettere in campo tutte le misure necessarie per proteggere la salute dei cittadini».
L’anno scorso
In tutto il 2024 erano stati in tutto 41 i casi confermati di West Nile e tre i decessi per la malattia portata dalla zanzara culex. Più del doppio quelli invece di Dengue. Da gennaio a dicembre il sistema sanitario regionale intercettò 103 pazienti positivi alla malattia. Nessun caso ebbe esito letale. Un caso di Usuto e quattro di Chikungunya e cinque di Toscana virus. Anche in questo caso nessuno con conseguenze mortali. Al 4 agosto scorso, data dell’ultimo rilevamento, erano 28 i casi di Dengue sul territorio regionale, 9 quelli di Chikungunya, 1 solo quello di Toscana virus. Dati che gli esperti definiscono sostanzialmente in linea con l’andamento storico degli ultimi cinque anni.
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