Volo umanitario da Gaza: sparita la bambina ricoverata a Brescia

A portarla via dal reparto del Civile è stata la madre: ora sono irreperibili. La donna però non ha commesso alcun reato: chi arriva dalla Palestina gode di protezione internazionale e può muoversi liberamente sul territorio nazionale
I minori arrivati in Italia a metà agosto - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
I minori arrivati in Italia a metà agosto - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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In ospedale è rimasta meno di una giornata. Il quadro clinico, pur in presenza di una malformazione ossea da non sottovalutare, non preoccupava eccessivamente, ma i medici avrebbero comunque voluto trattenerla in osservazione per altri giorni. Ma la bambina di sette anni arrivata da Gaza due settimane fa e ricoverata al Civile ha fatto perdere le proprie tracce. Per volere della madre.

L’arrivo e la fuga

L’allarme per la scomparsa della bimba dal suo letto nel reparto di pediatria è durato poco. A svelare quanto accaduto sono state infatti le telecamere interne dell’ospedale bresciano che hanno immortalato la madre che al mattino successivo all’arrivo ha preso la figlia e si è allontanata senza dire nulla a medici e infermieri. Nessuno l’ha fermata perché nessuno si è accorto che la piccola paziente stava uscendo dal reparto e dall’ospedale. Un caso già finito sul tavolo di Prefettura e Questura dopo la segnalazione della direzione del Civile che ha allertato le forze dell’ordine.

La donna, va detto, non ha commesso alcun reato. Chi arriva oggi in Italia dalla Palestina gode infatti di protezione internazionale e può muoversi liberamente sul territorio nazionale. Madre e figlia avrebbero infatti potuto ottenere anche in tempi brevissimi lo status di rifugiato politico. «Tutte le persone otterranno il permesso di soggiorno, così che bambini e famiglie abbiano accesso al sistema scolastico e sanitario italiano» aveva spiegato il ministro degli Esteri Tajani.

Le indagini

Se è vero che il caso non avrà ripercussioni penali, la vicenda bresciana crea qualche imbarazzo a livello istituzionale dato che la minore faceva parte del gruppo partito da Eilat, nel Sud d’Israele, alla vigilia di Ferragosto con uno dei tre voli speciali dell’Aeronautica Militare italiana con a bordo 31 bimbi e le loro famiglie evacuati dalla Striscia di Gaza per essere curati nel nostro Paese. Secondo quanto fin qui ricostruito dalle forze dell’ordine, la famiglia della bambina aveva già contatti con parenti e amici nel nord Europa e potrebbe essersi quindi mossa in questa direzione.

In meno di 24 ore dal suo arrivo a Brescia – a madre e figlia era stato affiancato un mediatore culturale – hanno lasciato la città e abbandonato il progetto umanitario di cui facevano parte. La bimba era stata scelta tra centinaia di minori feriti o affetti da gravi malattie che oggi sono costretti a vivere sotto le bombe a Gaza. «La selezione dei pazienti è stata operata dall’Oms a Gaza sulla base delle priorità più urgenti verificate sul posto» assicurano dal Ministero degli Esteri. La minore trasferita da Gaza agli Spedali civili era l’unica palestinese in questo momento accolta in strutture ospedaliere bresciane.

Gli altri bambini portati in Italia prima di Ferragosto erano stati accolti al Giovanni XXIII di Bergamo, al Niguarda di Milano e al San Gerardo di Monza e all’Istituto tumori di Milano. Si è trattata della 14esima evacuazione sanitaria condotta dal nostro Paese dal gennaio 2024 e secondo quanto riferito dalla Farnesina, la più ampia mai realizzata. L’accoglienza dei minori è frutto di un'iniziativa coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile nell'ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile e su segnalazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

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