«La situazione è totalmente fuori controllo, negli ultimi quattro mesi abbiamo assistito ad un’escalation nel corso della quale ogni giorno l’esercito israeliano alza l’asticella». L’ultima volta che il cooperante bresciano Fabrizio Minini ha messo piede nella Striscia di Gaza era lo scorso aprile.
Sette mesi prima era tornato nel Valico di Rafah per assistere la popolazione palestinese affamata, malata e in ginocchio. Il 48enne, che ora è rientrato in Valcamonica, lavorava nella logistica per la Croce Rossa Internazionale di Ginevra quando l’Idf ha cominciato a bombardare la palazzina dei cooperanti. «Erano i giorni in cui è saltata la tregua, hanno iniziato a spararci contro e hanno colpito anche l’Onu. Siamo dovuti andar via con la forza». È stato l’inizio della fine.



