I cipressi del Vittoriale, abbattuti dalla tempesta di metà luglio, non moriranno mai. «Dopo questi voli i nostri cipressi caduti saranno trasformati in sezioni marchiate a fuoco. Gli Amici del Vittoriale potranno averne a casa uno, per sempre» ha scritto il presidente Giordano Bruno Guerri sui social.
La metafora
Come la metafora dell'arcangelo caduto, ovvero quando il Vate è precipitato da una finestra del Vittoriale restando in coma diversi giorni, i tronchi torneranno ad un nuova vita tra le mani dei cultori del Poeta. Un tributo alla passione e all'amore per il poeta-guerriero voluto dal presidente del Vittoriale che ha già scosso il mondo dannunziano e fatto giungere le prime prenotazioni. Un modo come un altro per avere un frammento dell'opera di pietre vive del Cargnacco che dal 1921 rappresenta la degna cornice di chi seppe trasformare la propria vita in un'opera d'arte.




