Cronaca

Vallaro, servono 12 milioni di opere per mettere in sicurezza Stadolina

Dopo l’esondazione del torrente sono necessarie nuove difese spondali, vasche di accumulo e interventi sull’alveo
Giuliana Mossoni
L'esondazione del torrente Vallaro
L'esondazione del torrente Vallaro

A poco più di due settimane dall’esondazione del torrente Vallaro, a Stadolina, resta aperta la partita più difficile: mettere in sicurezza l’abitato e ricostruire un assetto idraulico capace di reggere nuovi eventi estremi. Mercoledì si è svolto un nuovo sopralluogo in elicottero della Regione, mentre a terra proseguono gli interventi di somma urgenza per un milione di euro.

Gli interventi

Le opere già finanziate, entrambe da 500mila euro, riguardano il ripristino idraulico dell’Oglio alla confluenza con il Vallaro, sia nel tratto a monte sia in quello a valle. In campo ci sono sei escavatori e tre dumper. Il quadro complessivo è però molto più pesante. La bozza tecnica degli interventi ancora da finanziare, suscettibile di modifiche durante i lavori, stima un fabbisogno di 12,1 milioni.

Tra le opere di priorità molto alta ci sono lo svuotamento della vasca in zona Paghèra e il ripristino delle strutture esistenti (500mila euro); la difesa della sponda sinistra a protezione delle abitazioni e la realizzazione di una soglia stabilizzatrice (500mila), la messa in sicurezza della frana e il raccordo con opere idrauliche nell’alveo del Vallaro (2,5 milioni). Sempre tra le urgenze figurano il ripristino della funzionalità dell’Oglio alla confluenza, per consentire il transito della piena (750mila euro), e la protezione dell’abitato di Stadolina, con adeguamento della confluenza, area di espansione e interventi al ponte della pipeline, oggi ostruito dal materiale di colata (2,6 milioni). Altri 350mila euro servirebbero per monitoraggio e allerta, aggiornamento del piano di emergenza comunale e rilievo Lidar del bacino.

Con priorità alta sono poi previsti il potenziamento e l’ampliamento della vasca esistente a Paghèra (400mila euro), una nuova vasca di accumulo a valle (2,5 milioni) e l’adeguamento di viabilità e infrastrutture a rete (2milioni).

«È un conto pesante – spiega l’assessore Mauro Testini –, che dà la misura di un’emergenza ancora lontana dall’essere chiusa. Dobbiamo definire una serie di priorità da attuare a brevissimo, a partire dalla messa in sicurezza immediata degli edifici, poi prendere piena consapevolezza della criticità e procederemo di conseguenza. Dalla Regione è arrivata una disponibilità di massima, ma al momento nulla di certificato, stiamo operando con il milione già attivato, in attesa di ulteriori fondi».

A Sonico

Si continua a lavorare anche a Sonico. L’Amministrazione sta progettando gli interventi urgenti per uscire dall'emergenza e nelle ultime ore è stato ripristinato il sistema di allarme in quota, strappato dalla furia di massi e acqua scesi il 20 agosto. Per questo è stato possibile rimuovere la sorveglianza a vista della protezione civile dalla passerella pedonale di Rino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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