Cronaca

Vione, il Giappone arriva in Valcamonica per prevenire i disastri ambientali

Quindici studenti e un docente archistar interverranno sul tema della ricostruzione post calamità
Giuliana Mossoni
L'esondazione del Vallaro
L'esondazione del Vallaro

Per quattro giorni un piccolo Comune di montagna diverrà il punto d’incontro tra la Valcamonica e il Giappone. Quest’oggi, domenica 13 settembre, arriveranno a Vione quindici studenti giapponesi, accompagnati da Hiroto Kobayashi, architetto di fama internazionale e docente della Keio University di Tokyo, con l’obiettivo di progettare comunità capaci di reagire alle calamità.

Il programma

Un tema e una collaborazione nati mesi fa, ma divenuti, dal 20 agosto scorso, ancora più necessari, vista l’alluvione del Vallaro, che ha travolto la frazione di Stadolina. Kobayashi è da tempo impegnato nella ricerca su progettazione, pianificazione urbana e prevenzione dei disastri. Formatosi anche alla Harvard graduate school of design, ha lavorato sui temi della ricostruzione e della resilienza delle comunità, sviluppando con il proprio gruppo anche sistemi costruttivi pensati dopo il terremoto e lo tsunami in Giappone nel 2011.

Kobayashi con Renzo Piano
Kobayashi con Renzo Piano

Dopo l’accoglienza di oggi, domani – lunedì 14 settembre –, alle 16.30, in sala consiliare, l’archistar terrà la lectio magistralis «Architectural emergency for post disaster reconstruction» (Architettura d’emergenza per la ricostruzione dopo le calamità), dedicata alle strategie architettoniche per la ricostruzione. A seguire è prevista la cerimonia del tè giapponese, un rito legato alla tradizione Zen nel quale la preparazione e il servizio del matcha seguono gesti precisi e codificati, trasformando l’ospitalità in una vera forma d’arte.

Il progetto

La delegazione arriva dalla Keio, fondata nel 1858 e considerata la più antica istituzione privata di alta formazione del Giappone, oggi tra gli atenei più prestigiosi del Paese.

VioneLab, la sede del progetto
VioneLab, la sede del progetto

L’iniziativa si inserisce in un rapporto costruito nel tempo tra Vione e il mondo universitario: attraverso VioneLab, laboratorio permanente nato per riflettere sulla rigenerazione del borgo e del suo patrimonio rurale, il Comune collabora da tempo con il professore camuno Marco Imperadori del Politecnico di Milano, che ha favorito e ideato la collaborazione. I suoi studenti universitari hanno già lavorato su Vione con tesi e progetti dedicati al recupero e alla rifunzionalizzazione di edifici storici abbandonati.

Il commento

«Si tratta di una collaborazione che oggi acquista un valore particolare proprio a Stadolina - spiega l’assessore vionese Mauro Testini -. Il 20 agosto l’esondazione del torrente Vallaro ha trascinato a valle acqua, fango e detriti, causando danni e costringendo all’evacuazione di circa 70 persone. La presenza di studiosi e studenti impegnati sul tema della ricostruzione post-emergenza trasforma così il workshop da esercitazione accademica a confronto con un territorio che, quelle domande, si è trovato improvvisamente a viverle sulla propria pelle».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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