Due milioni di metri cubi di materiale ancora presenti nelle vallette in quota, una parte dei quali instabile e potenzialmente destinata a scendere. È questo il quadro emerso dal sopralluogo effettuato ieri pomeriggio in elicottero da Mauro Testini, amministratore di Vione, insieme ai geologi, a quattro giorni dagli eventi che hanno colpito il Vallaro.
Il vascone di laminazione in quota ha retto l’urto della colata e si è riempito per circa 60mila metri cubi. Ne restano solo ancora 10-15mila da riempire. Le operazioni di sgombero sono già iniziate, spostando i detriti nelle aree a fianco per recuperare almeno parte della capacità della vasca e affrontare con maggiore sicurezza eventuali nuove precipitazioni. Anche le opere realizzate più in alto hanno funzionato, ma sono sistemi che dopo un evento di questa portata risultano inevitabilmente compromessi.
A valle, intanto, si lavora per riportare l’Oglio nella sua posizione originaria. L’alveo non è ancora completamente ripristinato, ma gli interventi stanno avanzando. Giovedì il quadro tecnico sarà presentato alla Regione, con l’obiettivo di definire una strategia che non si limiti ai pronti interventi. La stima preliminare parla di un fabbisogno tra i 15 e i 20 milioni di euro. Finora sono stati messi a disposizione 700mila euro di pronto intervento.
«È come se ci fosse passato sopra un caterpillar enorme – descrive Testini –, il nodo, ora, è cambiare approccio. I sistemi ingegneristici hanno funzionato in modo straordinario e hanno evitato una tragedia certa, ma vanno ripristinati e i tempi ordinari di autorizzazioni, burocrazia e finanziamenti non sono compatibili con le necessità attuali».



