Casi di violenza domestica con moglie e figli in alloggi rifugio. Minori che, su disposizione del tribunale, vengono allontanati per vari motivi dalla famiglia d’origine. Anziani soli e fragili che non riescono a sobbarcarsi la retta della casa di riposo. Sono molte le situazioni toccanti dal punto di vista umano che implicano una risposta rapida e spesso continuativa da parte dei Comuni. Una risposta di civiltà, che si traduce in un carico di spese consistenti che gravano all’improvviso su bilanci non sempre in salute al punto da mettere a rischio i servizi, come paventato nei giorni scorsi sui social dal sindaco di Odolo.
«Il problema - spiega Cristina Tedaldi, presidente dell’Associazione comuni bresciani (Acb) nonché sindaca, fresca di riconferma, a Leno - è che si tratta di spese non programmabili, che possono mettere in difficoltà soprattutto i piccoli Comuni. Spese di non poco conto: ricordo, a tal proposito, il caso di una mamma che rimase in una casa protetta per sei mesi con i suoi cinque figli; sei persone che costarono al Municipio e all’Ambito territoriale sociale della zona 90 euro al giorno ciascuna. La tariffa sale, anche a 130 euro al giorno, quando si parla di minori allontanati dalla famiglia e accolti in comunità. Da fare c’è ben poco: per questi casi servirebbero più fondi erogati a livello nazionale e regionale».




