Il vescovo: «La Chiesa di Brescia sfida il presente e il futuro»

Mons. Tremolada presenta il convegno per modernizzare la diocesi e le parrocchie: si svolgerà in due fine settimana dopo Pasqua
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L'intervista al vescovo Pierantonio Tremolada
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Una Chiesa più snella, meno preoccupata dei propri edifici (e delle pratiche burocratiche) e più attenta alle persone, capace di portare il messaggio di speranza con il linguaggio dell’oggi. Sono alcuni dei temi (meglio, delle sfide) che verranno affrontate durante il Convegno diocesano «Siamo la Chiesa del Signore» organizzato per i due fine settimana dopo Pasqua. L’evento arriva a conclusione di un duplice percorso: la visita giubilare che ha portato il vescovo Pierantonio Tremolada a incontrare l’intera diocesi e il percorso sinodale biennale.

Percorso sinodale che nella nostra diocesi è iniziato con la lettera che il vescovo ha inviato l’8 settembre 2024 esprimendo, appunto, il desiderio di avviare un cammino condiviso. Percorso che giunge ora a compimento dopo 124 appuntamenti in tutta la provincia, 38 celebrazioni e quasi 90 incontri con Consigli, diaconi, giovani, presbiteri, religiosi e religiose.

Due weekend

Un percorso pensato come un cantiere aperto e in divenire, sono 280 le relazioni consegnate. L’appuntamento è per due fine settimana: 10/12 aprile e 17/19 aprile. Ma cosa ci si aspetta nel concreto? «Uno slancio della vita della nostra Chiesa», per usare le parole di mons. Tremolada. Uno slancio non inteso però come accelerazione (non sarebbe in linea con lo stile e la storia della Chiesa cattolica) ma «un’occasione per concentrarci su ciò che è essenziale». Tre le parole che hanno fatto (e faranno) da filo conduttore: gioia, speranza e comunione.

Quello in arrivo è comunque un appuntamento storico, per trovare i precedenti dobbiamo andare al 2012 al Sinodo del vescovo Luciano Monari sulle Unità pastorali (tema che tornerà con forza anche nelle discussioni delle prossime settimane) e prima ancora il Convegno ecclesiale «Generazioni di fede» nel 2003 con il vescovo Giulio Sanguineti.

I temi

Si parlerà di tutto, senza cadere in una sterile elencazione dei problemi, «non possiamo perderci nelle lamentazioni che rimpiangono il tempo passato», sottolinea il provicario generale mons. Carlo Tartari, è lui che ha seguito passo passo tutto il percorso verso il convegno.

Ma certamente non verranno nascosti i problemi. Basta leggere alcuni passi dei lineamenta per rendersene conto. Un esempio: «Secolarizzazione e fine della cristianità»: «È finito il tempo della cristianità intesa come modello sociale e culturale in cui la pratica religiosa era scontata. Oggi nulla è più scontato: né il battesimo dei bambini, né il matrimonio in Chiesa, né la partecipazione ai funerali religiosi. Questo genera una “fede sospesa” che ha perso i suoi appoggi tradizionali e sociali. Si riscontrano inoltre, una diffusa ignoranza religiosa e una superficialità nel modo di accostarsi ai sacramenti». Come si vede, i temi sono trattati senza tanti giri di parole, le premesse perché il convegno sia davvero interessante ci sono tutte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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