L’odissea del velodromo di Montichiari, struttura inaugurata nel 2009 e posta sotto sequestro nel 2018, vede finalmente lo striscione del traguardo. È tutto pronto, dopo otto anni, per la riapertura: manca solo l’affidamento ad un gestore per riaprire i battenti.
«L’agibilità è già stata ottenuta con il dissequestro già a dicembre. Non è ancora aperto perché serve il gestore, stiamo portando avanti le fasi finali della convenzione con la Federazione, speriamo che la riapertura avvenga il prima possibile», ha spiegato il sindaco di Montichiari Marco Togni, che non vede l’ora di riconsegnarlo alla cittadinanza, «ma anche – sottolinea – alle tante associazioni sportive bresciani locali e ai tantissimi appassionati di ciclismo che venivano un po’ da tutto il circondario».
I passaggi
In questi otto anni di limbo è stato proprio il Comune, insieme alla Federazione italiana di ciclismo, a trovare il modo di tenere accesa la fiammella con l’autorizzazione nel 2019 ad aprirlo alla Nazionale di ciclismo su pista per gli allenamenti in vista delle Olimpiadi: «Il velodromo di fatto è sempre rimasto aperto, seppur in maniera limitata per gli atleti della Nazionale, e nel frattempo sono proseguiti tutti i lavori. Non dico che l’abbiamo rifatto da zero, ma se avessimo rifatto un progetto daccapo forse ci avremmo messo meno tempo».
La sicurezza
«L’attenzione alla sicurezza – prosegue Togni – è una parte fondamentale per questo tipo di strutture. Non ci sono stati scrupoli sotto questo punto di vista, abbiamo dovuto fare dei lavori di messa a norma e ogni volta abbiamo scoperto che c’era un pezzo in più da fare. Queste sono state le lungaggini, ma si è lavorato veramente tantissimo, non era un cosa che si poteva risolvere in due giorni. Adesso il futuro sarà, mi auguro, molto roseo».
La cittadella
Si tratta di un’operazione da quasi 6 milioni di euro per gli adeguamenti alle normative vigenti e per gli interventi di miglioramento che ora è entrata anche nella fase tre, quella per la creazione di una cittadella sportiva del ciclismo: «Ad oggi è ancora l’unico velodromo coperto in Italia, è il fulcro della Nazionale, soprattutto per gli atleti che si devono allenare per i circuiti chiusi, ma in realtà non solo perché il velodromo ospita anche gli allenamenti degli atleti che poi vanno su strada».
«Di fatto – conclude – la Federazione ha già portato qua a Montichiari un suo centro, perché ci sono degli atleti che risiedono qua. Accanto al velodromo stiamo realizzando anche una palazzina servizi che servirà alla Federazione, alla comunità, e più in generale allo sviluppo dello sport. All’interno ci sarà un centro di posizionamento biomeccanico, uno di medicina sportiva, degli alloggi e un centro di formazione, con l’obiettivo di far crescere il più possibile i tanti ragazzi che si sono avvicinati e si stanno avvicinando al ciclismo».




