La proposta di legge approvata dalla Giunta regionale della Lombardia che introduce la possibilità di istituire le Comunità di pianura riporta sul banco il tema delle Unioni di Comuni. Enti che però non hanno avuto un grossissimo successo. Anche in provincia di Brescia ci sono stati alcuni esempi di sodalizi che hanno però dovuto chiudere i battenti.
«Bassa bresciana occidentale»
di Silvia Pasolini
Era nata per snellire i procedimenti e alleggerire i bilanci degli enti locali. A quindici anni dalla sua fondazione, promossa nel 2011 dall’allora sindaco di Orzinuovi Andrea Ratti, l’Unione lombarda dei Comuni «Bassa bresciana occidentale» appartiene ormai al passato. A giugno 2025, l’ente ha chiuso definitivamente i battenti e a gennaio di quest’anno è iniziata l’attività di liquidazione.
In origine il progetto abbracciava dieci comuni del medesimo distretto socio-sanitario: Barbariga, Lograto, Longhena, Maclodio, Orzinuovi (capofila), Orzivecchi, Pompiano, Quinzano d’Oglio, San Paolo e Villachiara. Tuttavia, le prime crepe sono apparse quasi subito. Già nel 2013 Quinzano d’Oglio aveva deciso di sfilarsi, seguito a ruota nel 2014 da Barbariga, San Paolo e Pompiano, tutti convinti che i vantaggi non giustificassero le spese. Un ridimensionamento costante che ha portato l’ente, fin dal 2020, a perdere anche l’iscrizione al registro regionale delle Unioni lombarde a causa dell’eccessiva riduzione dei servizi erogati.

Alla vigilia dello scioglimento, a comporre la Bbo restavano soltanto il comune capofila di Orzinuovi, affiancato da Lograto, Longhena, Maclodio, Orzivecchi e Villachiara. «Nel tempo sono emerse forti perplessità sia sulla gestione sia sui risultati operativi – spiega il sindaco di Orzinuovi, Laura Magli –. Se nelle intenzioni iniziali l’Unione avrebbe dovuto accorpare contabilità, tributi, personale, servizi sociali, protezione civile, catasto e polizia locale, la realtà si è rivelata ben diversa. Ben presto, e fino allo scioglimento, l’unico servizio rimasto condiviso è stato quello della Polizia locale.
«I costi eccessivi rispetto alle prestazioni offerte e l’impegno organizzativo richiesto hanno impedito all’ente di funzionare con efficienza ed efficacia – conclude il primo cittadino –. Nel 2025 si è giunti quindi alla decisione inevitabile di chiudere». Chiusa quella pagina è nato a gestire la sicurezza il Corpo intercomunale di Polizia locale «Bbo». Con sede ad Orzinuovi, la nuova realtà garantisce il presidio del territorio attraverso 13 agenti nei comuni di Lograto, Longhena, Maclodio, Orzivecchi, Pompiano e Villachiara.
«Terra del Chiese e Naviglio»
di Giulia Bonardi
Nella Bassa esisteva l’Unione dei Comuni «Terra del Chiese e Naviglio» che riuniva Isorella, Acquafredda e Visano, ma è stata sciolta a fine 2025, alla soglia dei suoi dieci anni e dunque della sua naturale scadenza (fissata al 2026), decidendo di non prorogarla. Dal primo gennaio, quindi, le funzioni condivise sono ripassate ai singoli Comuni e nel corso di quest’anno si stanno chiudendo le varie pratiche economico finanziarie.
In vetta alle ragioni che hanno condotto le Amministrazioni comunali a tale scelta ci sono motivi pratici e operativi, legati al personale e alla complessità, per Comuni piccoli, di gestire quello che è un ente in più. «Ai tempi la costituzione dell’Unione dei Comuni era il modo più efficace per condividere servizi e fare economia di scala – avevano dichiarato da Isorella e Acquafredda nel 2025, al momento dell’avvio delle operazioni di dismissione –. Poi l’impossibilità di ampliare l’organico, nonostante l’Unione sia un ente a tutti gli effetti che ha tutta una sua documentazione da gestire, sommata ai pensionamenti locali e al turnover, nonché al graduale venire meno di benefici finanziari specifici, ha reso sempre più difficile sostenere la struttura».

Ricordiamo che «Unione» non sta per fusione: i Comuni condividevano alcune funzioni, ad esempio la segreteria (ossia il segretario comunale), i rifiuti, inizialmente la Polizia locale (poi si sono prese scelte differenti) e tramite l’Unione si è assunto del personale poi dislocato nei singoli Comuni. «Il fatto di essere tutti Comuni piccoli e di avere poco personale da mettere a disposizione dell’Unione ha inciso: di fatto si tratta di un ente in più, con tutto ciò che ne consegue – commenta oggi il sindaco di Isorella, Simone Bellardi –.Quando il nostro Ufficio finanziario è andato in sofferenza, tutto è diventato più complesso. Premesso che condividere servizi non è un’operazione semplice, forse andavano agevolate maggiormente, a livello nazionale, le assunzioni. Magari se c’è un Comune grande che traina e mette a disposizione la sua struttura agli altri, è diverso».
Ad ogni modo, in dieci anni di vita, l’Unione ha permesso anche di portare a casa risorse: «Abbiamo preso i contributi previsti dalla normativa per sostenere la macchina dell’Unione che, appunto, ha anche spese fisse, ma, specialmente all’inizio, ci ha anche permesso di ottenere risorse da altri bandi su videosorveglianza e polizia locale. Complessivamente, tra contributi specifici per l’Unione e gli altri, circa un milione di euro», commenta Bellardi.



