Truffa del finto carabiniere a segno: anziana derubata a Sant’Anna

Il sedicente maresciallo ha chiesto alla signora di verificare i preziosi che aveva in casa dopo una (inventata) rapina
Sono ancora molti i casi di truffa agli anziani - © www.giornaledibrescia.it
Sono ancora molti i casi di truffa agli anziani - © www.giornaledibrescia.it
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I finti carabinieri hanno colpito ancora, questa volta nella zona di Sant’Anna in città. A quelli veri, che hanno ricevuto la denuncia, non resta che indagare e rinnovare le raccomandazioni per tutte le persone anziane, sole oppure fragili, a non aprire a nessuno senza essere certi della sua identità e ricordare che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede di verificare l’oro oppure i contanti che si hanno in casa.

La testimonianza

É lo stesso marito della vittima a raccontare quello che è successo perché «vorrei che tutti sapessero come mia moglie è stata raggirata mentre io non ero in casa, che si sappia come agiscono e si provi a difendersi e tutelarsi».

Il racconto è dettagliato e preciso ed è finito nella denuncia che la coppia ha presentato alla stazione dei carabinieri di Sant’Eustacchio. La telefonata è arrivata venerdì pomeriggio e a riceverla è una donna di 77 anni che in quel momento è sola in casa. Da poco è stata dimessa dall’ospedale e anche per questo è particolarmente fragile.

All’altro capo del telefono un sedicente maresciallo dei carabinieri di Brescia la informa che c’è stata una rapina in una gioielleria del centro e che loro, i carabinieri, stanno indagando per trovare i responsabili e la refurtiva. Nulla di tutto questo è vero. Alla prima telefonata ne segue una seconda, dal numero fisso di casa a quello del cellulare. L’obiettivo dei malintenzionati è sempre lo stesso: da un lato confondere la vittima con una raffica in informazioni e dall’altro, tenendo bloccate entrambe le linee, impedire di fare verifiche e di chiedere aiuto.

La seconda parte della truffa è quella che prevede l’entrata in scena del complice, perfettamente coordinata con il telefonista che ormai ha carpito la fiducia della vittima e imbastito una storia che all’anziana sembra credibile.

In casa

Il secondo truffatore si presenta alla porta. Anche lui è un maresciallo dei carabinieri e come le hanno detto i colleghi per telefono è necessario verificare l’oro che ha in casa e anche le banconote.

La signora, in perfetta buonafede, consegna gli oggetti di valore che ha in casa, gioielli e monili che un valore che supera abbondantemente i 10mila euro. E poi ci sono i contanti. La coppia tiene in casa 2mila euro per le emergenze. La signora, convinta di fare la cosa giusta, li consegna al finto maresciallo che, con i mano preziosi e contanti sparisce.

Quando il marito rientra e la moglie gli racconta l’accaduto i due capiscono cosa è successo. Contattano i carabinieri e anche la redazione del nostro giornale. Più forte del dolore per la perdita economica e affettiva di quanto trafugato è però il senso civico, la volontà di fare la propria parte perché quanto accaduto a loro non capiti ad altri. Una testimonianza che racconta ancora una volta come agiscono questi ladri senza scrupoli.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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