Truffa da 80mila euro a un'anziana: «Sconvolta, ora va dalla psicologa»

La dottoressa ne ha parlato in onda. Una famiglia del Garda, che si è riconosciuta nella situazione descritta, ha alzato il telefono, contattato la nostra redazione e offerto un’accorata testimonianza: «La mamma dopo essere stata raggirata si sentiva una stupida, non si dava pace. Ora la stiamo facendo seguire da una psicologa».
Una storia vera che arriva dal medio lago di Garda e che offre, purtroppo nomi e volti alla casistica che la psicoterapeuta Sara Ugazio ha esposto venerdì sera nel corso della puntata di Messi a fuoco dedicata alle truffe agli anziani. Per le vittime, aveva spiegato l’esperta, il danno economico non è il più pesante. Per settimane possono essere vittime di ansia, attacchi di panico e cadere in depressione, arrivando ad eccessi di aggressività, isolamento sociale e nei casi più gravi perdita di autonomia e purtroppo anche il suicidio.
Proprio per evitare questa pericolosa spirale i due figli della signora Tiziana, che gestiscono insieme l’azienda di famiglia, hanno immediatamente deciso di far seguire la madre ma anche di «raccontare quello che ci è successo perché ci sembra che l’informazione e la comunicazione non sia mai abbastanza. Nel nostro paese ci sono stati altri due episodi dopo il nostro e ci è dispiaciuto moltissimo. Vorremmo che non capitasse più a nessuno».
Il racconto
Il fatto di cui è stata vittima la signora Tiziana è accaduto il pomeriggio del 13 gennaio. «Erano circa le 14 e la mamma era sola, da qualche tempo è vedova, – racconta la figlia – e ha ricevuto una chiamata sul telefono di casa. Dall’altra parte c’era un uomo che si è presentato come comandante dei carabinieri e le ha detto che io e mio fratello eravamo stati arrestati per dei fatti gravi. Le hanno fatto sentire una voce di donna, che le hanno fatto credere che fosse la mia, che piangeva e che le diceva di fare tutto quello che chiedevano altrimenti non saremmo più usciti».
L’obiettivo dei truffatori viene immediatamente raggiunto, la donna, che compirà 79 anni nei prossimi mesi, è completamente disorientata, terrorizzata dal presunto pericolo per i suoi figli.
«A quel punto il finto carabiniere ha cambiato tono. Si è messo ad urlare ordini. Ha detto alla mamma di spegnere il cellulare perché creava una interferenza e di aprire il cancello di casa perché stava arrivando un addetto del tribunale».
Lo schema è quello già visto molte volte ma purtroppo sempre efficace. Mentre il telefonista rimane in linea, il complice sul campo entra in casa. L’anziana sola è ancora più frastornata. «Hanno detto alla mamma che c’era stata una rapina e che dovevano controllare che i gioielli che avevamo in casa non fossero quelli rubati. Lei li ha preparati e li ha consegnati. Abbiamo fatto fare la valutazione per la denuncia, si tratta di oro per 80mila euro».
Il crollo
Il truffatore si allontana, la mamma contatta i figli che erano al lavoro, ignari di tutto, e scopre quello che è accaduto. «Io abito al piano di sopra, le siamo sempre vicini. Ma quando parliamo di quella storia scoppia a piangere, si sente una stupida e non si capacita di esserci cascata. Una esperienza che non auguro davvero a nessuno».
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