Cronaca

Truffa del finto carabiniere: ora usano nomi di veri ufficiali, è allerta

La tecnica è quella nota, ma in due recenti casi i malviventi hanno usato perfino le generalità degli ufficiali dell'Arma in servizio a Brescia e provincia
Per la nota truffa, ora usano anche nomi di veri carabinieri in servizio (foto d'archivio di due ufficiali dell'Arma)
Per la nota truffa, ora usano anche nomi di veri carabinieri in servizio (foto d'archivio di due ufficiali dell'Arma)
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La tecnica è purtroppo quella nota del finto carabiniere. Ma nella più recente versione rilevata nella nostra provincia si è ulteriormente affinata. Ladri senza scrupoli infatti non usano più solo sistemi elettronici per replicare i veri numeri delle caserme della provincia, ma si presentano anche con i veri nomi, i gradi e gli incarichi degli ufficiali dell’Arma in servizio a Brescia e provincia. Uno stratagemma che confonde ancora di più le vittime che, con una ricerca in rete, possono rapidamente scoprire che quel maggiore, quel capitano o quel colonnello effettivamente lavorano nella nostra provincia e quindi essere indotte a fidarsi. Eppure l’espediente costituisce un’arma a doppio taglio per gli stessi truffatori che, se scoperti, saranno chiamati non solo a rispondere del reato di truffa o di circonvenzione di incapace ma anche di quello di sostituzione di persona.

I casi

Nei fascicoli aperti alla Procura nelle ultime settimane sono arrivati almeno due casi molto simili. Nel primo la vittima è un professionista di 66 anni mentre nel secondo una donna di 77. L’uomo ha versato 25mila euro mentre la donna addirittura 40mila.

Lo schema è quello classico. Un sedicente ufficiale dell’Arma, che fornisce le generalità e invita la vittima a fare un controllo in rete, spiega che è in corso una grossa indagine sulla banca in cui ha il conto corrente, che a breve impiegati e funzionari della filiale saranno arrestati e tutti i conti bloccati. A quel punto il sedicente ufficiale invita la persona a ritirare tutte le somme depositate e a metterle su un conto sicuro di cui lui stesso fornisce gli estremi per evitare sequestri e congelamenti. Non solo. La voce dell’uomo che si spaccia per un militare chiede di usare un bonifico istantaneo e poi, il giorno successivo, di presentarsi in caserma per fornire ulteriori dettagli alle indagini ma anche per ricevere direttamente il ringraziamento del comandante.

E così, le due vittime accertate fino ad ora, si sono presentate in caserma convinte di aver messo al sicuro i propri risparmi e anche di aver fatto il proprio dovere civico fornendo tutte le informazioni di cui disponevano. Inutile dire che il vero ufficiale cui era stata rubata l’identità nulla sapeva, che non esiste nessuna indagine sulla filiale bancaria in cui la persona aveva il conto. Ai militari in servizio non è rimasto che spiegare il raggiro e raccogliere, per davvero, la denuncia.

Le forze di polizia raccomandano ancora una volta di diffidare delle richieste di sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine che arrivano per telefono e di segnalare ogni episodio al numero unico di emergenza 112.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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