L’aumento delle tariffe non sorprende, ma lascia l’amaro in bocca a chi il treno lo prende ogni giorno. Dai pendolari bresciani arriva soprattutto la richiesta che il rincaro si traduca in un miglioramento concreto del servizio di Trenord, sul fronte della puntualità, dell’affidabilità e dell’assistenza durante i disagi.
«Non è certamente una buona notizia – commenta Emanuele Busi, rappresentante dello storico comitato di pendolari Sbiancalafreccia –. Si tratta di un aumento vicino al 4%, superiore al tasso d’inflazione previsto per quest’anno. È un’operazione che pesa soprattutto su chi il treno è costretto a prenderlo tutti i giorni per lavoro o per studio».

Un peso che si somma alle altre spese quotidiane e che incide soprattutto su chi non ha alternative realistiche al trasporto ferroviario. Busi tuttavia non contesta in linea di principio l’adeguamento delle tariffe, «sul quale peraltro non possiamo intervenire», ma chiede che sia accompagnato da un miglioramento tangibile del servizio. «Se ai viaggiatori viene chiesto uno sforzo economico maggiore, è giusto aspettarsi un servizio migliore. L’incremento dei ricavi dovrebbe tradursi in più attenzione per i pendolari e in investimenti sulla qualità del trasporto».
Nodo affidabilità
Per il rappresentante di Sbiancalafreccia il nodo principale resta l’affidabilità del sistema ferroviario. «Sappiamo che in Lombardia sono in corso molti cantieri e interventi infrastrutturali, che inevitabilmente incidono sulla circolazione. Proprio per questo è importante che ci sia la massima attenzione per limitare i disagi e rispettare gli orari».
L’attenzione deve concentrarsi anche sulla gestione delle giornate più difficili, quando guasti, soppressioni o rallentamenti finiscono per accumularsi. In quei casi, sottolinea Busi, i pendolari si aspettano informazioni tempestive, soluzioni alternative e una maggiore capacità di ridurre le conseguenze sui tempi di viaggio.

La posizione del comitato, dunque, non è un no pregiudiziale, ma una richiesta di equilibrio tra quanto viene chiesto agli utenti e quanto viene restituito in termini di servizio. «Il problema – osserva Busi – è che l’aumento delle tariffe non corrisponde automaticamente a un miglioramento. Se si paga di più, deve esserci almeno un’attenzione maggiore alla puntualità, alla qualità e agli investimenti».
L’auspicio è quindi che le risorse raccolte attraverso gli aumenti contribuiscano a rendere il servizio più efficiente. «Quello che gli utenti si aspettano – conclude – è che, pagando di più, possano contare su treni più puntuali, più affidabili e su un servizio complessivamente migliore. Altrimenti il rincaro rischia di essere percepito soltanto come un ulteriore peso per chi ogni giorno sceglie il trasporto pubblico».




