I pendolari bresciani viaggiano su binari paralleli: da una parte i numeri snocciolati dalla Regione, che parlano di puntualità in crescita e treni più moderni; dall’altra la quotidianità di chi ogni mattina sale su un convoglio senza sapere con certezza se arriverà in orario. E mentre ritardi, scioperi e soppressioni continuano a scandire le giornate di migliaia di viaggiatori, Brescia resta ancora senza una rappresentanza stabile ai tavoli regionali sul trasporto ferroviario.

Nei giorni scorsi l’assessore lombardo ai Trasporti Franco Lucente ha convocato a Palazzo Lombardia la Conferenza del trasporto pubblico locale con associazioni dei consumatori e comitati dei viaggiatori per discutere del nuovo orario ferroviario e dei cantieri estivi. Ma tra i presenti non c’erano realtà bresciane. Un’assenza che non è passata inosservata in una provincia in cui il pendolarismo pesa ogni giorno su migliaia di studenti e lavoratori.
Confronto
Eppure la disponibilità non manca. «Noi siamo pronti a salire a bordo» dice Emanuele Busi, volto del gruppo pendolari Sbiancalafreccia, chiedendo che anche Brescia possa avere un posto stabile ai tavoli regionali. Il comitato guarda con favore a un confronto con la Regione che possa trasformarsi in un’occasione concreta per affrontare i problemi quotidiani dei viaggiatori e che non sia soltanto un appuntamento formale.

Il riferimento è alla possibilità di ampliare nel corso della legislatura la composizione dei tavoli dedicati ai pendolari, oggi formati da un numero limitato di associazioni. «L’importante è che il confronto produca risultati concreti» osserva Busi, ricordando alcune battaglie portate avanti negli anni dal comitato, come il mantenimento di collegamenti diretti con Milano nelle fasce più utilizzate dai lavoratori e la dote trasporti.
I dati
La sensazione è quella di un sistema sospeso tra miglioramenti evidenti e problemi strutturali mai davvero risolti. Lucente parla di un servizio in crescita. Secondo i dati regionali, tra gennaio e maggio 2026 l’indice di puntualità entro i cinque minuti sulle principali direttrici bresciane è passato dall’80,4% del 2024 all’85,9%, mentre quello entro i 15 minuti è salito dal 94,3% al 96,7%. «Nel 2026 solo un treno su 30 ha avuto un ritardo superiore a 15 minuti», spiega l’assessore, sottolineando anche gli investimenti sul rinnovo della flotta: 214 nuovi treni per un valore di 1,7 miliardi di euro.

Tuttavia «la qualità del servizio dipende non solo dai treni ma dall’efficienza dell’intero sistema ferroviario» ed è per questo che la Regione chiede «investimenti importanti sulla rete e sulla capacità infrastrutturale».
Nuovi treni
«Siamo continuamente al lavoro per migliorare affidabilità, comfort e sicurezza» assicura Lucente, citando i 12 nuovi Caravaggio e gli 8 nuovi Donizetti sulle principali direttrici lombarde, nonché i 14 futuri treni a idrogeno previsti sulla Brescia-Iseo-Edolo. Ma la stessa Regione ammette come la rete lombarda, soprattutto nel nodo di Milano, sia ormai satura. Basta un guasto o un rallentamento perché il ritardo si propaghi lungo tutta la linea.
Scioperi e ore di punta
Ed è proprio qui che si inserisce il malumore dei pendolari. «La qualità dei treni è migliorata e questo va riconosciuto – osserva Busi –. Ma nelle ore di punta vedere un treno perfettamente puntuale è raro». A pesare sono anche i continui scioperi, come quello in programma oggi, che coinvolgono treni, autobus e metropolitane: «Ormai hanno una cadenza quasi settimanale. Nessuno mette in discussione il diritto allo sciopero, ma non può essere sempre e solo il trasporto pubblico a pagare il prezzo delle proteste».
Un tema condiviso anche da Lucente, che parla della necessità di «aprire una riflessione nazionale» sulle modalità degli scioperi nei servizi essenziali. Perché quando si fermano treni, autobus e metropolitane, per molti pendolari il viaggio diventa un percorso a ostacoli senza alternative possibili.
In crescita
Nel frattempo il numero dei viaggiatori continua a crescere. Nei primi quattro mesi del 2026 sui treni regionali lombardi hanno viaggiato oltre 75 milioni di passeggeri, il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Milano continua ad attirare studenti e lavoratori, ma vivere in città costa sempre di più. Così cresce anche il numero di chi ogni giorno parte da Brescia per raggiungere il capoluogo lombardo: una dinamica che si riflette su treni sempre più affollati, soprattutto nelle fasce di punta del mattino e della sera, quando molte corse viaggiano vicine alla saturazione.

Per questo i pendolari chiedono di non restare più ai margini del confronto istituzionale. Perché mentre i treni continuano a riempirsi, chi li prende ogni giorno vuole avere voce sulle scelte future del trasporto lombardo.
Un tema destinato a restare centrale anche dopo il 14 giugno, quando entrerà in vigore il nuovo orario ferroviario regionale: sulle linee bresciane non sono previste modifiche sostanziali.



