Cronaca

Tram: cosa accadrà con espropri, modifiche ai bus e biglietti

Il tram viaggerà dalle 5 alla mezzanotte con passaggi ogni 6, 8 o 10 minuti: qui le risposte alle domande più comuni
Come sarà il tram di Brescia
Come sarà il tram di Brescia

Quanti, dove e a che punto sono gli espropri necessari per realizzare il tram? Perché il tram non passerà in via Milano? Che orario seguirà: quello dei bus o quello della metro? Tutte domande a cui rispondere è possibile.

Gli espropri

Capitolo uno: gli espropri sono in corso e procederanno passo dopo passo. I dati macro sono questi: 129 aree (di cui 39 già urbanizzate, il che significa che si tratta di strade, marciapiedi o spazi aperti) per una superficie totale pari a 113.500 metri quadrati (di questi, 7.700 sono già ad uso pubblico). Depositi e parcheggi (dalla Fiera, con annesso posteggio scambiatore alla Pendolina, passando per le aree dedicate alla sosta nelle vie Ischia, Tiboni e Corsica) occupano complessivamente 94mila metri quadrati.

Nel dettaglio, però, bisogna dividere questi 129 spazi in due gruppi: alcuni (55, per 54.150 mq) saranno occupati temporaneamente, ossia solo durante il periodo dei cantieri; altri saranno invece acquisiti per fare appunto spazio al tram e ai servizi annessi. Un’operazione parallela, quella degli espropri e delle servitù, che vale ben 8.649.035,98 euro: a tanto ammontano gli oneri di acquisizione complessivi stimati nel progetto definitivo.

Niente tappa in via Milano

Il percorso della T2 (che si può vedere a sinistra) si svilupperà sì verso ovest, ma non farà tappa in via Milano, al centro del progetto Oltre la strada. La ragione la esplicita e la ricorda il vicesindaco: «Lo schema è rimasto quello del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile). Si è ritenuto opportuno che sulla tratta Colombo-San Faustino potesse essere comune sia alla T2 sia alla T3 (verso Sant’Anna-Violino da una parte e verso Diaz-Sant’Eufemia dall’altra), in modo che con un unico investimento infrastrutturale possiamo fare viaggiare un domani due linee. Sempre in quest’ottica abbiamo già programmato e finanziato gli sfiocchi sia in via Ferramola, sia all’angolo tra via Colombo e via Chiusure».

Non solo. C’è anche un problema di spazi: «Non c’era la possibilità di fare almeno tre corsie, perché non c’è spazio. Questo significa che, anche se si fosse deciso di rendere via Milano a senso unico, il tram almeno per una delle due direzioni sarebbe andato promiscuo con le auto per un tratto molto lungo». Il che avrebbe allungato di molto i tempi di percorrenza, senza contare che il Ministero non finanzia l’opera se questa non è almeno per il 70% in sede propria o riservata (tradotto: non viaggia in una corsia dedicata) e Brescia, con il progetto attuale, è al 72%: «Diversamente rischiavamo di andare sotto quella soglia e di non avere il finanziamento statale»).

Biglietti, autobus e metro

Ultimo punto fermo: il tram «entrerà a pieno titolo nella rete integrata del trasporto pubblico cittadino, come già è avvenuto per la metropolitana – precisa Federico Manzoni –: biglietti, tariffe, orari e parcheggi scambiatori funzioneranno allo stesso modo. Ovviamente sarà riorganizzata la rete bus, a partire dalla linea 2 che, per un tratto, sarà sostituita dal tram».

Che seguirà l’orario del Metrobus: dalle 5 del mattino alla mezzanotte e passerà ogni 6 minuti nelle ore di punta, 8 nel periodo non di punta e 10 nella fascia serale e nei festivi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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