Via Michelangelo è una zona residenziale di Roccafranca molto tranquilla, quasi indisturbata, nonostante dietro l’alta siepe all’angolo con via Carlo Alberto dalla Chiesa si intraveda il Rocca Center, l’unico centro commerciale del piccolo paese della Bassa che costeggia il fiume Oglio. Tutto questo ieri mattina era ancora più accentuato, nemmeno i pochi veicoli che correvano veloci sulla Sp72 hanno spezzato quel silenzio strano, per certi versi assordante. Sarà stato per la giornata di festa che celebrava gli 80 anni della Repubblica italiana o per il cielo scuro, minaccioso, che evidentemente non ha incoraggiato le persone a prendere l’auto per una gita fuori porta. O forse perché lungo quella piccola strada, dove tutti i residenti un po’ si conoscono, soltanto poche ore prima aveva perso la vita uno di loro, il giovane Pio Domenico Fazzolari, vittima di quello che gli inquirenti hanno subito inquadrato come un gioco finito male.
L’episodio
Il 22enne, verso le 23 di lunedì, era salito sul cofano dell’auto dell’amico fraterno – nonché collega di lavoro in una società che aiuta le aziende a ottimizzare i processi fornendo strategie tecnologicamente avanzate – per impedirgli come per scherzo di tornare a casa. Una ragazzata che in pochi secondi, dopo soltanto una decina di metri, si è trasformata in tragedia, quando il ragazzo è caduto, picchiando la nuca sull’asfalto. Per lui, nonostante il pronto intervento dei volontari del soccorso di Roccafranca e Ludriano, che hanno la sede a poche centinaia di metri da via Michelangelo, non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo.
Il dolore
A rompere quel silenzio quasi irreale ieri mattina c’erano solamente forti raffiche di vento, che anticipavano la pioggia, ma soprattutto il pianto straziante della madre della giovane vittima, seduta in casa circondata dall’affetto dei parenti, mentre fuori, sul marciapiede, alcuni zii parlavano tra di loro: lo sguardo perso nel vuoto e i pensieri divisi tra il «loro» Pio Domenico e il padre del ragazzo, ricoverato in ospedale a causa del dolore lancinante per la perdita del figlio.
«Come è possibile morire in questo modo?», continuavano a ripetere, ricordando quanto il ragazzo fosse un’anima buona e gentile. Poco dopo in via Michelangelo, per far visita alla mamma e alla nonna del 22enne – il 30 luglio ne avrebbe compiuti 23 – sono arrivati anche il parroco don Gianluca Pellini e il sindaco Marco Franzelli. Per il primo cittadino di fatto una seconda visita: lunedì sera infatti si era precipitato subito sul posto, diventando così testimone di una scena che lo stesso ha definito straziante.
Le indagini
Mentre la comunità di Roccafranca si stringe alla famiglia, continuano le indagini da parte dei carabinieri di Rudiano. Il magistrato, che si sta occupando del caso, ha disposto l’autopsia sul corpo del ragazzo e ha aperto un fascicolo per omicidio stradale nei confronti dell’amico di Azzano Mella (negativo ai test tossicologici, proprio come gli altri due amici), che era alla guida della Dacia Duster. Un dettaglio che rende questa assurda tragedia ancora più dolorosa.
I due, come gli altri ragazzi (uno di Roccafranca e l’altro di Soncino) che lunedì sera erano insieme a loro, erano amici fin dai tempi del Cossali. Tutti e quattro si erano dati appuntamento a casa di Pio Domenico e poi erano saliti sulla Dacia del ragazzo di Azzano.
Una volta tornati in via Michelangelo, i quattro coetanei erano entrati in casa e avevano trascorso del tempo al computer. Poi il saluto ai genitori dell’amico. Gli stessi che pochi istanti dopo sono usciti in strada dove sono stati travolti dal dolore più innaturale che una persona possa sperimentare. Un dolore immenso anche per la sorella, che dopo il matrimonio aveva lasciato Roccafranca, e la fidanzata che ieri sui social ha condiviso una foto di loro due insieme con un cuore e le ali di angelo.



