Due ascensori funzionanti per 540 persone. Altrettanti sono guasti e fermi da settimane. Tra disservizi e degrado, alla Torre Cimabue di San Polo (che è più popolata di paesi come Anfo e Lavenone) la misura è colma.
Nel mirino dei residenti c’è la manutenzione degli impianti e la pulizia dai rifiuti che, quotidianamente, vengono illegalmente sversati negli ambienti del palazzone. Così, giovedì scorso alla Casa delle associazioni, in un’assemblea civica partecipata da una sessantina di residenti - da una parte bresciani anziani, dall’altra giovani famiglie migranti - si è deciso di chiedere un immediato incontro alla Loggia e ad Aler.
Le richieste urgenti che nelle prossime ore verranno portate sul tavolo sono chiare: interventi tempestivi di ripristino degli ascensori quando non funzionanti, risoluzione delle criticità strutturali per diminuire la frequenza dei guasti, revisione dell’impianto di riscaldamento centrale e manutenzione dei singoli alloggi. E poi c’è l’annosa questione dello sversamento dei rifiuti.

I residenti della Cimabue uniti chiedono che sia «effettuata una verifica degli inquilini che non possiedono la tessera per il conferimento rifiuti con successiva convocazione da parte del Comune di tali famiglie e diffida nei loro confronti».
Ma è urgente anche il potenziamento del servizio di pulizia, la disinfestazione contro blatte negli alloggi e la rimozione delle carcasse di auto che da anni giacciono nel parcheggio interrato dalla torre.
Proprio in un’ottica di repressione nei confronti degli inquilini incivili, si chiede anche l’installazione di «videocamere negli ascensori dove spesso vengono abbandonati rifiuti e dove avvengono atti di vandalismo».
A interpretare il malcontento di decine di famiglie della Torre Cimabue è «Diritti per tutti»: «Questo è l’orgoglio della periferia vituperata che chiede di essere ascoltata e che è pronta a portare questo grido di protesta nel cuore della città», commenta Umberto Gobbi. Al momento lo sciopero delle rate condominiali è stato solo ventilato, così come una protesta in Consiglio comunale, ma se non cambierà nulla le mobilitazioni diventeranno plastiche.




