Dieci anni fa, dal 18 giugno al 3 luglio del 2016, il lago d’Iseo fu teatro di un’opera di land art dell’artista bulgaro statunitense Christo. Le sue passerelle arancio collegarono Sulzano a Monteisola con un percorso sospeso sull’acqua di tre chilometri. Fu un’opera temporanea, come tutte quelle di land art e «site specific» cioè ideata e progettata per un unico e solo luogo, cioè il Sebino.
L’opera
È un ricordo legato al territorio, irripetibile e proprio per questo i comuni coinvolti, ma anche tutti gli abitanti, non possono non ricordare quanto, in quelle due settimane, avvenne magicamente sul lago d’Iseo. Più di un milione di persone camminò sull’acqua, grazie ai ponti di Christo che poi furono smantellati e rimase solo la memoria iconografica e delle persone. L’artista, insieme alla moglie Jeanne-Claude, mancata anni prima ma artefice con lui del progetto, stupì ed appassionò il mondo intero con la sua installazione che si sviluppò a pelo d’acqua seguendo il movimento delle onde. I visitatori fruirono del lavoro percorrendo la sua intera lunghezza, che si sviluppava in circolo da Sulzano a Monte Isola e poi fino all’isola di San Paolo.
L’obiettivo dell’artista era quello di far provare a tutti i visitatori il contrasto tra la fluidità dell’acqua e la rigidità dei materiali utilizzati legati alla terra; non era la prima volta, infatti, che Christo indagava questi concetti attraverso le sue opere. «Camminerete sulle acque… Sarà una passeggiata di tre chilometri, sentirete le onde sotto i piedi», così Christo descriveva la sua opera. The Floating Piers è stato considerato a livello mondiale uno tra gli eventi più importanti del 2016. Il suo successo fu merito anche delle istituzioni che credettero in lui e nella sua opera.
Il ricordo
I sindaci dei Comuni di Sulzano e Monte Isola, Iseo, Sale Marasino, Marone e Pisogne, insieme agli enti Autorità di bacino e Navigazione Laghi, furono in prima linea affinché tutto potesse andare bene, con un’organizzazione impeccabile per poter accogliere e far godere ai visitatori provenienti da tutto il mondo quell’opera incredibile. L’eco artistica proseguì per qualche anno oltre quella data e per molti amministratori ed operatori turistici del lago d’Iseo l’evento mantiene un posto d’elezione nel cuore. Sulzano e Monteisola hanno dedicato due panchine dirimpettaie che si guardano attraverso il lago, come a ricordare che per quel periodo le due sponde si trovarono unite.


