Terapia intensiva neonatale, al Civile 500 bambini ogni anno

In reparto 100 bambini non raggiungono il chilo e mezzo e tra questi 40 pesano meno di un chilo
Ogni anno vengono eseguiti 130 servizi di trasporto d'emergenza di neonati © www.giornaledibrescia.it
Ogni anno vengono eseguiti 130 servizi di trasporto d'emergenza di neonati © www.giornaledibrescia.it
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In tempi in cui si continuano a registrare aggressioni al personale sanitario, nella Neonatologia e terapia intensiva neonatale del Civile «è un piacere riscontrare che con le famiglie si riesca a creare quasi sempre un rapporto splendido. Un rapporto che dà un senso alla definizione di alleanza terapeutica».

A farlo notare è Francesco Maria Risso, direttore del reparto in cui lavorano 21 medici e 54 infermieri coordinati da Elisabetta Dioni. «Sentirsi ringraziare, riconoscendo di essere stati accuditi, anche quando le cose non sono andate come si aveva sperato ed è il momento peggiore in assoluto, dà impulso a fare sempre meglio».

Quella che si vive alla Tin è una quotidianità fatta di tante emozioni. Bellissime e bruttissime. Nutrendo speranze, ascoltando altre storie e facendo piccoli passi si creano relazioni di stima e affetto destinate a durare nel tempo: è così che la Tin rimane nel cuore delle famiglie. E «le famiglie rimangono nel nostro cuore», aggiunge il dottor Risso.

Numeri

Quella del Civile è la seconda terapia intensiva neonatale in Lombardia e tra le prime cinque in Italia per numero di accessi di bambini che pesano meno di un chilo e mezzo. Ogni anno, in media, vengono accolti in questo reparto circa 500 piccoli pazienti: 100 bambini non raggiungono il chilo e mezzo e tra questi 40 pesano meno di un chilo. La Tin dispone di 35 posti letto dei quali 16 di terapia intensiva. Una cinquantina sono gli interventi chirurgici eseguiti ogni anno sui neonati.

L'ingresso del Civile © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del Civile © www.giornaledibrescia.it

Circa 130 i servizi di trasporto d’emergenza dei neonati svolti in tutta la provincia. Servizi che di recente sono stati rivisti in chiave più moderna grazie al sostegno concreto dell’associazione TinCoraggio, che da anni si impegna per migliorare la qualità della degenza dei bambini e delle loro famiglie.

Progetti

«Nel tempo il percorso di umanizzazione delle cure è cresciuto tantissimo – racconta Risso –. I genitori possono accedere al reparto 24 ore su 24. Teniamo tantissimo al contatto del neonato con mamma e papà. E offriamo un servizio di supporto psicologico alle famiglie». Il direttore – che ha alle spalle esperienze al Burlo Garofolo di Trieste e al Gaslini di Genova – sottolinea che per la sua complessità l’attività della Tin «abbraccia tutto il presidio pediatrico coinvolgendo ogni specialità».

Per il progetto innovativo di lettura «Nati per le leggere» dedicato ai neonati prematuri che necessitano di cure intensive, il reparto è stato premiato al Salone del libro di Torino. «Riproporremo il progetto – annuncia –. E ci saranno alcune novità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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