Dopo interminabili settimane di caldo anomalo, con temperature eccezionali e, in alcuni casi, addirittura da record, abbiamo cambiato rotta, grazie all’arrivo di un’intensa perturbazione che ha favorito un brusco calo termico. Il fronte vero e proprio è arrivato nella mattinata di venerdì, ma la fase più critica è stata quella che, tecnicamente, i meteorologi definiscono «prefrontale»: giovedì, quando l’alta pressione ha mostrato i primi, chiari segni di cedimento, violenti rovesci e temporali hanno colpito le valli, in particolare l’alta Valcamonica, dove sono caduti, secondo i dati diffusi da Arpa Lombardia, fino a 140 millimetri di pioggia in poche ore.
L’analisi
Le stazioni meteorologiche presenti nella zona non sono numerose e pochi chilometri di distanza possono comportare notevoli differenze negli accumuli.
L’osservatorio di Esine, da mercoledì a venerdì, ha rilevato 113 millimetri di pioggia, mentre il pluviometro di Cedegolo, nella sola giornata di giovedì, ha misurato 82 millimetri. Numeri importanti, frutto di una perturbazione indubbiamente intensa, ma paragonabile ad altre avvenute in passato. La quota neve elevatissima ha contribuito ad aggravare la situazione. Se in una prima fase le piogge si sono concentrate nella parte settentrionale della provincia, ieri il fronte ha colpito la pianura, con precipitazioni che, in questo caso, si sono rivelate benefiche da ogni punto di vista: da un lato hanno favorito un provvidenziale abbassamento delle temperature, con valori che non si vedevano da tempo, e dall’altro hanno permesso di ridurre il deficit pluviometrico di una stagione che finora si era rivelata molto secca.
In città sono caduti quasi cinquanta millimetri, un dato lontanissimo dai record storici, ma più che sufficiente per segnare una svolta in un mese di agosto che fino a ieri mattina, secondo i dati dell’istituto Pastori, ci aveva regalato solo otto millimetri di pioggia.
Temperature
I 18-19 gradi rilevati all’ora di pranzo sono stati un’autentica boccata d’ossigeno: le massime, che nelle prime due settimane di agosto avevano superato quasi ogni giorno i 36-37°C, ieri si sono fermate intorno ai 23-24°C. In viale Bornata, alle 17:37 del 6 agosto, la temperatura aveva raggiunto i +39,4°C, mentre ieri, alla stessa ora, oscillava intorno ai 23°C. Un altro mondo.
Ci attende un miglioramento delle condizioni atmosferiche: sarà un fine settimana tranquillo con possibili, brevi episodi instabili sui rilievi e cieli generalmente sereni o poco nuvolosi in pianura. Le temperature aumenteranno, avvicinandosi alla media del periodo, e l’estate, dopo gli estremi della prima metà di agosto, ci mostrerà un volto più vicino alla normalità.
Sebino
Le piogge delle ultime ore e la piena del fiume Oglio hanno fatto risalire il livello del lago d’Iseo molto velocemente. Se infatti giovedì a Sarnico l’acqua non andava oltre i 19 centimetri sotto lo zero idrometrico, ieri pomeriggio alle 18 l’imponente massa d’acqua arrivata dalla Valcamonica aveva già portato il livello 3 centimetri sopra lo zero, con un balzo quindi di 24 centimetri in meno di 24 ore, che in volume d’acqua significa un rimpinguamento di 14,6 milioni di metri cubi.
Il repentino riempimento è conseguenza dell’entrata nel lago, allo foce di Costa Volpino, per alcune ore di 180 metri cubi al secondo, quando la media giornaliera è stata invece di 112 metri e quando contemporaneamente in zona «traversa», a Sarnico, il deflusso è stato mantenuto sui 25 metri cubi al secondo, più o meno come nei giorni precedenti la perturbazione. Come conseguenza alla piena, a nord del lago, alla foce - come spiegato dal presidente dell’Autorità di bacino Alessio Rinaldi - «la società ha lavorato per intercettare i tronchi e le ramaglie in arrivo nell’Oglio, con l’obiettivo di evitare che invadano il lago. Gli operai sono attivi da ieri e hanno accumulato il materiale legnoso nel porto di Pizzo. Per il momento la situazione è nella norma e il preannunciato miglioramento del meteo sta rasserenando gli animi, anche se l’intervento è programmato fino a lunedì».
Benaco ed Eridio
Gli altri laghi bresciani principali, il Garda e l’Idro, hanno compiuto in queste ore la medesima inversione di tendenza del Sebino, ma non certo alla stessa velocità. Il gigante gardesano è passato da un livello di 51 centimetri sopra lo zero idrometrico a 55, incamerando quindi 10,5 milioni di metri cubi d’acqua, mentre il più piccolo Eridio ha guadagnato 14 centimetri, che tradotto in volumi significa circa 1 milione e mezzo di acqua invasata in più. L’effetto della piena comunque è destinato a durare.


