Alla fine è ripartito. E l’ha fatto con un’udienza tutt’altro che banale. Il processo a carico di Roberto Zorzi, per la fase esecutiva della strage di piazza della Loggia, ieri è tornato in aula dopo due rinvii legati alle indisponibilità del presidente della Corte d’assise Roberto Spanò per registrare la testimonianza di una persona che in quegli anni, in quei mesi e in quei giorni era particolarmente «sul pezzo»: Ferdinando Trappa.
La testimonianza
Trappa era in rapporti stretti con Ermanno Buzzi. All’epoca passava giornate intere e condivideva business con l’uomo passato alla storia delle inchieste sulla bomba del 28 maggio prima come responsabile, poi come «cadavere da assolvere» e infine, per la sentenza che più di trent’anni dopo la sua morte ha condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, come basista bresciano dell’ordigno partito da Venezia. Allora era legato a lui. Oggi lo è alla sua memoria.




