E sei. Per la sesta volta, dopo le quattro al Tribunale dei Minori nel corso del processo a carico di Marco Toffaloni, e quella dello scorso 29 settembre davanti alla Corte d’assise che sta processando Roberto Zorzi, Donatella Di Rosa dà buca ai giudici che stanno cercando di ricostruire la fase esecutiva della strage di piazza della Loggia. La donna passata alle cronache come Lady Golpe per aver annunciato un presunto colpo di Stato che non è mai stato nelle cose e che le costò una condanna per calunnia, ha comunicato la sua assenza attraverso una lunga email nella quale sostanzialmente dice di non poter venire a Brescia a dire la sua verità.
L’impedimento
Ad impedirglielo, sostiene, la sua posizione processuale: quella di imputata a Roma per calunnia ai danni del colonnello Giraudo. La Corte d’assise ha disposto il suo accompagnamento coatto per l’udienza del prossimo 22 ottobre. Di Rosa sarà sentita con l’assistenza del suo avvocato, in quanto imputata di reato connesso e, pertanto, potrà avvalersi della facoltà di non rispondere. Cosa che, con tutta probabilità, farà. Tanto rumore per nulla, quindi. Ma anche danni contenuti per il processo. Delle dinamiche che hanno portato alla strage Lady Golpe non ha mai dimostrato di saperne. L’interesse sul suo conto è tutto per le presunte pressioni subite da Giraudo che lei stessa escluse, quando decise di presentarsi, al processo minorile.




