Strage, il 27 marzo il processo d’appello a Marco Toffaloni

Tornano ad intrecciarsi i processi a carico dei due presunti esecutori della Strage di Piazza della Loggia.
Mentre è in corso il dibattimento davanti alla Corte d’Assise di Brescia con imputato Roberto Zorzi, è stato infatti fissato per il prossimo 27 marzo l’appello nei confronti di Marco Toffaloni, condannato in primo grado dal tribunale dei minori a 30 anni di carcere. Il neofascista veronese aveva 16 anni il 28 maggio 1974 quando l’ordigno esplose provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre 102.
«Un più approfondito esame delle emergenze processuali avrebbe dovuto indurre il Tribunale ad una terminale pronuncia assolutoria», scrive la difesa nel ricorso che sarà discusso in primavera. Ad inchiodare Toffaloni è stata fin qui soprattutto una fotografia che lo ritrae in piazza poco dopo l’attentato.

Secondo i giudici minorili «la presenza dell’imputato sulla scena del crimine non potrebbe mai essere liquidata come una mera coincidenza o comunque come una presenza “neutra”, perché dice che Marco Toffaloni non aveva nessuna ragione per trovarsi in piazza della Loggia la mattina del 28 maggio 1974, se non per partecipare all’esecuzione dell’eccidio».
La difesa dell’ex minore, oggi cittadini svizzero, la perizia effettuata proprio sull’immagine in banco e nero «aveva parlato soltanto di una probabile identificazione e non di una certezza». Inoltre stando a quanto riportato dagli avvocati: «Su undici testimoni, ben dieci non riconoscono Toffaloni».
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