Sport, natura e università: il quartiere San Rocchino-Costalunga
C’è un quartiere a Brescia dove la natura si intreccia con il tessuto urbano. Un luogo in cui non è raro scorgere lepri tra i boschi, avventurarsi in trekking urbani o godersi un’alba sui Ronchi. E al tempo stesso usufruire di tutta una serie di servizi, grazie alla presenza di esercizi commerciali, luoghi di sport e strutture ospedaliere. San Rocchino-Costalunga è questo: un quartiere di natura e comunità, in cui convivono due anime.
Popolazione
Qui abitano circa 6mila abitanti, una percentuale pari al 2,9% del totale della popolazione. «Si tratta per lo più di persone adulte», precisa Maria Carmela Iacono, presidente del Consiglio di quartiere. Ben 1.577 residenti, infatti, hanno un’età pari o superiore ai 65 anni e solo 706 hanno tra lo 0 e i 14 anni.
È a San Rocchino che si concentra buona parte di questi residenti. «A differenza di Costalunga, che è un’area residenziale con tanto verde, San Rocchino si caratterizza per un’alta presenza di condomini, negozi e supermercati, ed è quindi più urbanizzata».
Scuole e Università
Negli ultimi anni tuttavia l’età media è scesa: «C’è stato un cambio generazionale che ha portato più giovani a vivere il quartiere – sottolinea la presidente –. Oggi troviamo più coppie e soprattutto più ragazzi». Tra i motivi incide sicuramente la presenza delle sedi universitarie: l’Università degli Studi di Brescia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore che offrono una scelta di corsi ampia e diversificata. «Nel territorio ci sono poi diverse scuole, tra cui la primaria Quasimodo, che comprenderà in un’ala anche il nido, la materna Berti, recentemente restaurata, e il Liceo Lunardi, con i suoi 2mila studenti».
Vita di comunità e associazioni
Vita universitaria, ma non solo. Tra una lezione e l’altra gli studenti si possono godere una pausa tra il verde della Maddalena. I più piccoli, invece, possono divertirsi giocando a calcio all’oratorio della parrocchia di San Bernardo. Quest’ultima organizza diverse attività come corsi di maglia, laboratori per i più piccoli e l’ormai tradizione festa annuale di settembre: «Costalunga in festa», quattro giorni dedicati a cultura, gioco, musica e gastronomia. «Nella chiesa quest’anno a Natale si è svolto persino il concerto con il coro gospel – commenta Iacono –. Un successo da sold out». Anche la Santissima Trinità offre iniziative e attività ludiche, diventando così un punto di riferimento sociale oltre che religioso.

Pure sul fronte dell’associazionismo il quartiere non delude. Tra le principali troviamo la Casa Ronald McDonald, che ospita i bambini in chemioterapia e le loro famiglie, e propone iniziative per raccogliere fondi. Sul territorio è presente AdosBrescia, la realtà di promozione sociale il cui obiettivo è sostenere le donne operate al seno.
In via Galvani ha sede invece l’Associazione Bambino Emopatico, a fianco dei piccoli affetti da leucemia, tumori e patologie croniche. Bambini Dharma infine si occupa di garantire cura e accoglienza ai ragazzi ricoverati negli ospedali di Brescia.
Criticità: i tre poli ospedalieri
Note positive, ma anche negative. Il quartiere soffre problemi legati a mobilità e parcheggi. La presenza di tre poli ospedalieri – l’Ospedale Civile, la Casa di cura Domus Salutis e la Città di Brescia – incide fortemente sulla viabilità e sul traffico.
«La presenza dei poli ospedalieri e delle sedi universitarie non è accompagnata da un numero adeguato di posti auto – commenta la presidente –. Dopo la chiusura dei parcheggi interni all’ospedale, il quartiere subito un forte sovraffollamento di macchine». Motivo per cui «il Consiglio di quartiere ha fatto nel 2021 una raccolta firme, chiedendo un incontro con il mobility manager. La richiesta è stata anche inviata alla direzione dell’ospedale e al Comune. Alcuni interventi sono stati realizzati, tuttavia il problema strutturale rimane irrisolto».
Come se non bastasse, il livello di rumore della zona «è di circa 63 decibel, paragonabile a una zona industriale, mentre dovrebbe trattarsi di un’area di rispetto acustico, essendoci ospedali e persino un obitorio».
Problemi anche fuori dalla Casa di cura Domus Salutis dove «il marciapiede è danneggiato per via delle radici degli alberi che ne hanno compromesso la stabilità. Negli ultimi tempi diverse persone sono cadute, riportando anche fratture gravi».

Tra le criticità del quartiere infine «c’è quello della mancata sicurezza in via Maiera – sottolinea la presidente –. Si tratta di una strada a doppio senso ma strettissima, in cui le macchine sfrecciano senza rispettare il limite dei 30 chilometri all’ora, causando così pericolo per i pedoni».
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