Cronaca

Il Bresciano visto dal sottosuolo: i segreti svelati dalle prime 10 mappe

La conoscenza di ciò che accade sottoterra è fondamentale in numerosi ambiti della vita quotidiana e svela anche cose soprendenti. Per esempio: l’hinterland a sud di Brescia era un tempo un basso fondale marino
Nicolò Rizzardi
Nel mirino anche le zone bresciane a rischio sismico - © www.giornaledibrescia.it
Nel mirino anche le zone bresciane a rischio sismico - © www.giornaledibrescia.it

Le nostre città, i nostri paesi, le infrastrutture, le nostre stesse case: tutto ciò che ci circonda e che viviamo quotidianamente poggia al suolo. I numerosi eventi di cronaca degli ultimi anni ci hanno però reso sempre più consapevoli della fragilità del territorio e dell’importanza di conoscerne in dettaglio le caratteristiche. Ed è proprio quest’ultimo aspetto l’obiettivo del progetto «Carg»: realizzare una mappatura geologica in scala 1:50.000 dell’intero territorio italiano, aggiornando e superando - con l’utilizzo di dati, tecnologie e conoscenze moderne - la vecchia Carta Geologica Italiana risalente al 1968.

Numeri

Il programma «Carg», avviato nel 1989 e negli ultimi anni di nuovo pienamente operativo dopo un periodo di quasi totale sospensione delle attività di ricerca, è coordinato a livello nazionale dall’Ispra e ha ormai attivato 406 dei 634 fogli totali previsti, 214 dei quali già pubblicati. Se guardiamo al territorio bresciano, risulta che il lavoro è in fase abbastanza avanzata: dei 14 fogli che comprendono la nostra provincia, 10 sono già stati stampati. L’ultimo pubblicato è il 121, che comprende anche la città di Brescia, uscito nell’ottobre dello scorso anno. Altri due fogli sono attualmente in elaborazione: il 100, dedicato alla zona di Salò e il 122, che indagherà il territorio di Desenzano e dintorni.

L’obiettivo finale non è solo quello di avere una cartografia geologica aggiornata per tutto il territorio italiano, ma anche di disporre di una vastissima mole di informazioni – inserite in un’unica banca dati nazionale – che possano essere utilizzate in contesti differenti. La conoscenza del sottosuolo è fondamentale in numerosi ambiti della vita quotidiana: dalla scelta delle aree più idonee alla costruzione di edifici alla ricerca di risorse idriche destinate al consumo umano.

Utilità

Le informazioni geologiche sono inoltre indispensabili agli ingegneri per progettare correttamente le opere, soprattutto nelle zone sismiche, e per pianificare la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture. Proprio per il suo valore strategico lo Stato ha ritenuto di attribuire alla Carta Geologica un valore legale: le informazioni contenute nei fogli e nelle note illustrative allegate hanno carattere di prova e costituiscono una fonte primaria d’informazione da cui attingere senza poter apportare modifiche.

Indagini anche al di sotto della superficie di laghi e fiumi
Indagini anche al di sotto della superficie di laghi e fiumi

Aspetto non di poco conto, se si considera che la frammentazione delle competenze normative attribuisce a enti diversi la facoltà di prendere decisioni che riguardano il territorio. L’aver formalizzato i dati della Carta Geologica permette di disporre di una base certa di partenza a cui tutti devono attenersi; spetta poi ovviamente a ciascuna amministrazione il compito di impiegare con efficacia queste informazioni. In questo senso, va segnalato un elemento positivo: grazie alla costante collaborazione con Regione Lombardia, i dati geologici raccolti nell’ambito del progetto «Carg» sono da anni integrati nei processi di pianificazione territoriale a livello regionale, provinciale e comunale.

Sorprese

Ma la ricerca geologica non è solo tecnica e normativa: è anche un campo di ricerca capace di rivelare aspetti sorprendenti. Nelle note illustrative del foglio 121 «Brescia», ad esempio, si legge che, dall’analisi di un profondo carotaggio estratto da un pozzo realizzato per scopo di ricerca, sono stati rilevati elementi che suggeriscono come l’area dell’hinterland sud di Brescia fosse un tempo un basso fondale marino. Studiando la successione stratigrafica, si può ricostruire anche la progressione che ha portato alla situazione attuale.

Dapprima l’area si è modificata diventando una spiaggia sabbiosa, caratterizzata da moto ondoso; configurazione che si è poi evoluta in una sorta di laguna interclusa. Nel tempo, attraverso varie fasi intermedie, l’accumulo di sedimenti trasportati da antichi fiumi ha contribuito a formare la pianura alluvionale che tutti noi oggi ben conosciamo. Si può quindi dire che, al di là dell’indubbia utilità pratica, il fascino di questo lavoro risiede anche nel fatto che ogni foglio realizzato permette di conoscere meglio il nostro territorio, aprendo una finestra su un lontanissimo passato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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