Cronaca

Soccorso alpino, a Brescia 308 interventi e 18 morti nel 2025

Gli interventi in tutta la regione sono stati 1490: un aumento significativo rispetto ai 1259 registrati l’anno precedente
  • Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo
    Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo - Foto Cnsas Lombardo
  • Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo
    Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo - Foto Cnsas Lombardo
  • Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo
    Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo - Foto Cnsas Lombardo
  • Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo
    Alcuni degli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo - Foto Cnsas Lombardo
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Significativo aumento degli interventi per il Soccorso alpino e speleologico lombardo: sono stati 1490 nel 2025, a fronte dei 1259 registrati nel 2024; 1986 le persone soccorse. Nel 2023 erano stati 1390, 1314 l’anno precedente. 

Quadro bresciano 

Gli interventi della delegazione bresciana sono stati 308 (294 nel 2024), con 18 persone decedute, 309 soccorse e 21 ricerche di persone disperse. Per 71 volte è intervenuta la stazione della bassa Valcamonica, 25 quella di Edolo, 20 quella della media Valcamonica, 37 quella di Ponte di Legno, 23 quella di Temù, 92 quella della Valsabbia e 40 quella della Valtrompia.

Tra le principali cause degli incidenti troviamo: condizione fisica o psicofisica (52), caduta, inciampo, scivolata sul posto (39), perdita orientamento (24), ritardo (14), recupero o messa in sicurezza compagni escursione (11), morso e puntura (4).

I soccorritori impegnati a livello di delegazione sono stati 1241.

Le cause

In totale, nel corso del 2025 sono stati 8930 i soccorritori del Cnsas Lombardo impegnati negli interventi.

«L’aumento degli interventi, costante da anni, implica un carico operativo crescente e sempre più strutturato – sottolinea Gianluca Crotta, vice presidente del Cnsas Lombardo –. Dall’analisi della tipologia di interventi emergono cause quali ritardo, perdita di orientamento, impreparazione fisica e tecnica, attrezzatura inadeguata, mancata pianificazione dell’itinerario. Una tendenza che sta diventando più marcata, soprattutto dal periodo successivo alla pandemia del 2020».

Il vice presidente del Cnsas lombardo Gianluca Crotta
Il vice presidente del Cnsas lombardo Gianluca Crotta

Prevenzione e sicurezza

«A questo si aggiunge l’importanza di verificare sempre molto bene le informazioni: per esempio, sui canali social spesso si vedono foto, video e commenti su itinerari che sembrano facili ma non sono affatto alla portata di tutti. L’emulazione poi attira persone che non sono in grado di fare quel tipo di percorso o di esperienza».

«La prevenzione e la sicurezza sono determinanti per chi frequenta la montagna: prepararsi con cura significa scegliere itinerari adeguati, consultare meteo e bollettini, curare equipaggiamento e formazione con professionisti come le guide alpine e con il supporto del Cai – Club alpino italiano, che propone corsi e uscite formative. Considerata la mole di lavoro svolta nel 2025 – prosegue Crotta – il nostro grazie va a ciascun soccorritore, per la presenza costante, la competenza e la disponibilità, giorno e notte, in un servizio reso alla comunità».

Giornata per la prevenzione

Proprio domani si terrà in tutta Italia la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale «SICURI in MONTAGNA d'inverno», nell’ambito del progetto permanente «Sicuri in montagna» del Cnsas – Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e del Cai –  Club alpino italiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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