Cronaca

Sirmione, recuperata la «Levante»: fine dell’emergenza al porto

La barca della Protezione civile era affondata lunedì. Usati prodotti disgreganti per il gasolio che si era sversato in acqua
Francesca Roman
La Levante riportata a galla con sei palloni di sollevamento - © www.giornaledibrescia.it
La Levante riportata a galla con sei palloni di sollevamento - © www.giornaledibrescia.it

Il fondale fangoso e l’acqua bassa e torbida hanno reso tutto più complicato del previsto. Ci sono volute ben quattro ore d’intervento, sei palloni di sollevamento e sette unità dei Vigili del fuoco, compresi due sommozzatori del nucleo di Milano, per riportare a galla la «Levante», l’imbarcazione della Protezione civile del Basso Garda colata a picco lunedì sera, mentre era ormeggiata nel porto di Sirmione 2.

L’intervento

Già martedì sera i pompieri di Brescia erano intervenuti con il nucleo Nbcr, escludendo in prima battuta una perdita di carburante dall’imbarcazione. Il personale del Soccorso subacqueo acquatico di Milano, però, ha in seguito esteso il sopralluogo, notando uno sversamento di gasolio nella darsena, inizialmente stimato in 500 litri. Immediata l’installazione della barriera antinquinamento all’imbocco del porto per contenere il danno (fortunatamente la corrente spingeva verso l’interno), così come la verifica al serbatoio del distributore di carburante del rimessaggio, che è risultato intatto. Le operazioni di recupero del natante affondato non sono però state possibili fino a ieri mattina.

L’imbarcazione

La «Levante» è una barca in alluminio lunga circa 7 metri, con motore ibrido, acquistata con fondi regionali nel 2024 e concessa in comodato alla Protezione civile del Basso Garda dal Comune di Desenzano, nell’ambito di un protocollo per la sicurezza che comprende anche Sirmione e Padenghe.

Lo sversamento al porto di Sirmione
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Lo sversamento al porto di Sirmione

«Domenica l’imbarcazione era regolarmente in servizio – precisa il presidente dei volontari Luca Tricia – a presidio delle coste, e lunedì sera è colata a picco mentre era ormeggiata. Non sappiamo cosa possa essere successo, la porteremo al costruttore per capirlo, ma in ogni caso i serbatoi contengono al massimo 180 litri di gasolio».

Il recupero

Le operazioni di recupero del natante sono iniziate intorno alle dieci di ieri mattina, mentre nel frattempo era stato immesso in acqua un prodotto disgregante per idrocarburi biodegradabile. Sul posto un funzionario tecnico di Brescia, a coordinare la squadra subacquea di Milano: due sommozzatori si sono immersi con le mute stagne, posizionando, non senza fatica, i palloni gonfiabili sotto l’imbarcazione, prima ai lati e poi a prua e a poppa, riuscendo così a farla galleggiare quel tanto che è bastato a trainarla fino alla gru.

Altrettanto complesso è stato «imbragare» la barca con le fasce di sollevamento, ma grazie alla collaborazione dei volontari della Protezione civile, del titolare e del personale del porto e di alcuni agenti della Polizia locale, intorno alle 14 la gru è riuscita finalmente ad alzarla. Nel frattempo, è stato nuovamente cosparso in acqua il prodotto disgregante per idrocarburi che ha consentito la rimozione delle barriere antinquinamento e la riapertura del rimessaggio alla circolazione dei natanti. Con tanto di applausi dei presenti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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