Cronaca

Sirmione, pedonalizzazione e orari d’accesso: «Qualcosa non va»

A dirlo sono residenti e albergatori, che hanno presentato un’istanza formale di riesame e modifica di alcune disposizioni del Piano 2026
Francesca Roman
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Sirmione, residenti chiedono modifiche alla pedonalizzazione

Mentre la stagione turistica a Sirmione è entrata nel vivo, le misure adottate dall’Amministrazione per gestire i flussi pedonali continuano a far discutere. E residenti e albergatori chiedono al Comune di correggere il tiro. È stata presentata ieri dall’associazione «Residenti centro storico», insieme a una decina di strutture alberghiere, un’istanza formale di riesame e modifica di alcune disposizioni del Piano 2026.

Criticità

«Dopo le prime applicazioni del piano – sostiene la parte istante –, stanno emergendo criticità rilevanti che incidono direttamente sulla vivibilità del centro storico e sulla capacità delle strutture di garantire un’accoglienza adeguata agli ospiti». Pur riconoscendo la necessità di gestire i flussi turistici, Recs e gli operatori evidenziano come alcune misure risultino «sproporzionate e non adeguatamente bilanciate rispetto alle esigenze di chi vive e lavora stabilmente nel centro storico».

A loro avviso, i punti critici sarebbero l’aumento significativo delle giornate di pedonalizzazione, spesso consecutive, l’anticipo degli orari di accesso nei prefestivi (fino alle 12 anziché le 14) senza adeguata motivazione, l’assenza di criteri chiari per la sospensione delle limitazioni in caso di maltempo, le difficoltà operative e le incertezze nella gestione delle uscite durante le pedonalizzazioni.

Le strutture alberghiere, in particolare, lamentano anche modalità di gestione e costi penalizzanti del Grifo Parking, difficoltà concrete nell’accoglienza, tra code, accessi complessi e disservizi, limitazioni che non consentono l’utilizzo di soluzioni flessibili, come ad esempio mezzi elettrici propri, per il trasporto degli ospiti.

La richiesta

Per questi motivi, Recs e gli operatori chiedono all’Amministrazione un intervento tempestivo per introdurre correttivi immediati, nel rispetto del carattere sperimentale del Piano. «L’obiettivo non è bloccare il Piano 2026 – chiariscono –, ma evitare che strumenti pensati per gestire il sovraffollamento finiscano per compromettere la vivibilità del centro storico e la qualità dell’offerta turistica. Serve un riequilibrio concreto: senza correttivi, il rischio è quello di scaricare il peso della gestione dei flussi su residenti e operatori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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