CronacaGarda

Sicurezza a Desenzano: «Le norme ci sono, ma dovrebbero funzionare meglio»

Il sindaco Malinverno ha sottolineato che più che nuove leggi, servirebbero che quelle esistenti funzionassero davvero
Nel centro di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it
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Più che nuove leggi, servirebbe che quelle esistenti funzionassero davvero. È il primo pensiero che viene in mente a Guido Malinverno, sindaco di Desenzano, quando gli si chiede come la pensa sul tema sicurezza. Nessuna polemica, nessuna opposizione di principio: piuttosto una richiesta di concretezza. «Le norme ci sono – dice – ma se chi ha appena minacciato, aggredito o ferito qualcuno torna libero dopo poche ore, qualcosa non va. È lì che bisogna intervenire».

Per Malinverno il tema non è tanto aumentare il numero delle regole, ma garantire che siano applicate con rigore, chiarezza e senza ambiguità. «La sicurezza passa anche dalla tutela di chi ogni giorno è chiamato a farla rispettare. Serve equilibrio, ma anche strumenti efficaci».

Presidio forte 

A Desenzano il presidio del territorio è forte. I casi problematici sono gli stessi che possono accadere ovunque. La differenza, spiega, la fa la capacità di intervento: “Qui si lavora bene”. Le operazioni di controllo sono frequenti, anche in collaborazione con unità cinofile, reparti speciali e forze non solo bresciane, spesso attive anche di notte.

Negli ultimi giorni, il sindaco aveva già indicato una possibile direzione di rafforzamento, rispondendo all’appello dell’Anci per maggiori risorse ai Comuni: potenziare ulteriormente la Polizia locale, con un presidio attivo 24 ore su 24 e maggiore presenza anche nelle frazioni. «Anche se l’organico è vicino al completo – aveva spiegato – qualche unità in più farebbe la differenza».

Un orientamento che trova conferma anche nel bilancio dell’attività 2025 presentato dal comando locale: attività raddoppiata in due anni, quasi 2 milioni di euro di sanzioni, 6.000 veicoli controllati e oltre 4.000 punti patente decurtati. Nei prossimi mesi arriveranno anche un’unità cinofila antidroga e nuove dotazioni tecnologiche. «Non puntiamo all’incasso – ha sottolineato l’assessore Pietro Avanzi – ma alla presenza. E la percezione della sicurezza oggi è molto diversa rispetto a qualche anno fa».

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