Arriva una risposta netta «a una certa parte dell’opposizione e a troppi leoni da tastiera» da parte dell’assessore alla sicurezza del Comune di Brescia Valter Muchetti. Una presa di posizione secca e diretta che arriva all’indomani di polemiche politiche e campagne sui social che la Loggia bolla come «denigratorie del lavoro di donne e uomini della Polizia Locale di Brescia, che è un eccellenza, e soprattutto false. Un tentativo di narrazione che infanga la Locale di Brescia».
La risposta politica
Per farlo ha voluto mettere «la forza dei numeri accanto a quella delle parole» ricordando che i risultati, su tutti i 91 arresti nei primi otto mesi dell’anno di cui 50 per stupefacenti e 24 per reati predatori, sono frutto di un «costante filtro e ascolto delle persone, della conoscenza del territorio e del raccordo con tutti i quartieri». Una presa di posizione che punta dritto agli ambienti della politica locale e non, come poteva sembrare alle «altre forze di polizia con cui c’è una costante collaborazione sotto il coordinamento della Prefettura.
A quest’ultima spetta il disegno complessivo della sicurezza ma la Polizia Locale ha un proprio peso specifico, è parte di un disegno complessivo. Il nostro ruolo è prima di tutto di prossimità, presenza e prevenzione e, dove possibile, anche di repressione». Una stoccata è anche per il Governo che «con la norma sulle ammonizioni agli esercenti ci ha un po’ tarpato le ali. Dopo numerose sanzioni avevamo la possibilità di intervenire in modo più deciso».

I numeri
Sono stati poi il comandante Roberto Novelli e i commissari Alessio Moladori e Cristina Mainardi ad illustrare nel dettaglio i dati dell’attività operativa della polizia giudiziaria, della polizia commerciale e della sezione territoriale nei primo otto mesi del 2026.
Particolarmente significativi sono i 91 arresti che si completano con le 805 denunce a piede libero e gli oltre 700 eventi gestiti oltre a centinaia di verifiche nei pubblici esercizi con sanzioni, sospensioni e chiusure per le attività irregolari. Un’attività capillare tanto in centro storico quanto nei quartieri di periferia, con particolare attenzione alle zone sensibili come la Stazione Ferroviaria, il Carmine, via Milano e i quartieri di San Polo e Sanpolino.
Il grosso dell’attività repressiva ha riguardato la lotta allo spaccio di strada, che ha portato a 50 arresti e 42 denunce a piede libero e al sequestro complessivo di 34 chilogrammi di hashish, 15 di marijuana e di 44mila euro in contanti.
Alta anche l’attenzione alla sicurezza preventiva: 46 persone sono state denunciate per il possesso ingiustificato di coltelli e armi improprie, mentre 221 conducenti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Movida e parchi
La vigilanza sul tessuto economico e sulla movida si è tradotta in verifiche mirate, condotte dagli agenti anche in abiti civili nei giorni di maggiore affluenza. Tra il centro storico, via Corsica, via Milano e viale Stazione sono state effettuate decine di ispezioni che hanno portato a sanzioni amministrative per occupazione abusiva di suolo pubblico, inquinamento acustico, violazioni dei limiti di vendita di alcolici e carenze igienico-sanitarie.
Centrale anche il tema dei parchi: Tarello, Pescheto, Rosa Blu e delle Stagioni sono stati oggetto di esposti e segnalazioni e l’azione di contrasto al degrado e allo spaccio ha avuto il supporto determinante delle unità cinofile antidroga. Complessivamente, nei parchi sono stati eseguiti 15 arresti (in gran parte legati agli stupefacenti) e sono state elevate 124 sanzioni amministrative al Regolamento di Polizia Urbana per bivacco, abbandono di rifiuti e transito irregolare di veicoli.




