Anche un reparto speciale di sommozzatori dei Vigili del fuoco giunto da Trento, nel pomeriggio di ieri, è stato impegnato nella ricerca lungo il Chiese del 70enne di Vobarno. Fabio Beretta, infatti, che manca all’appello dal pomeriggio di giovedì scorso, potrebbe essere caduto nel fiume da uno dei dirupi che sovrastano la zona, dai quali il giorno precedente si sono calati anche gli uomini del Soccorso Alpino. Tutto per ora ancora inutile. Ma le ricerche proseguiranno, certamente domani, lunedì 20 luglio, scandagliando nuovi sentieri e ampliando l’area delle verifiche.
L’ultimo contatto
L’ultimo contatto con i familiari risale al pomeriggio di giovedì, quando Beretta aveva telefonato alla moglie raccontando di aver trovato il sentiero invaso dai rovi e di dover cercare un altro passaggio. Da quel momento il cellulare ha smesso di trasmettere qualsiasi segnale e ogni tentativo di localizzazione si è rivelato vano.
Le operazioni
L’allarme è scattato in serata, facendo partire una vasta operazione di ricerca tra Villanuova sul Clisi, Vobarno e Roè Volciano. Sul posto operano il Soccorso Alpino della Valle Sabbia, i Vigili del fuoco con unità cinofile, droni e specialisti Tas, la Protezione civile, i Carabinieri della Compagnia di Salò e i tecnici del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, alcuni amici. Nei giorni scorsi sono stati impiegati anche l’elisoccorso di Brescia e gli elicotteri dei Vigili del fuoco e della Guardia di Finanza, senza risultati.
Le ultime speranze
Quando Fabio Beretta è uscito di casa indossava una maglia color verdone, pantaloni corti scuri e portava uno zaino scuro. Anche per domani resterà dunque operativa la base di ricerca ospitata nel municipio di Villanuova, col sindaco Caterina Dusi che, in stretto contatto con la Prefettura, segue passo passo le operazioni.
Intanto poche speranze rimangono a contenere l’angoscia dei familiari: il passare dei giorni rende sempre più difficile alimentare la speranza di un lieto



