Era tornato nel suo Paese di origine, in Moldavia, per una vacanza in famiglia a casa dei parenti che non vedeva da tempo. Ma quello che avrebbe dovuto essere un momento di spensieratezza, prima di tornare alla routine di tutti i giorni, per un ragazzo di 17 anni di Sarezzo si è trasformato in un incubo. Prima l’incidente stradale, poi la corsa disperata in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate nello schianto.
La notizia ha raggiunto velocemente la sua Valle e nel giro di poche ore due comunità, quella del paese della Valtrompia e quella del web, si sono strette attorno alla famiglia dell’adolescente, dimostrando una generosità sconfinata e raccogliendo in poche ore più di 40mila euro. Un aiuto che la famiglia, nel giorno di Ferragosto a circa 48 ore dal tremendo incidente, aveva chiesto attraverso una raccolta fondi sulla piattaforma «Gofundme» per riportarlo a casa, per pagare le spese del volo sanitario.
Ma all’appello non hanno risposto soltanto gli oltre 620 donatori, ma anche le istituzioni: prima l’Amministrazione comunale di Sarezzo, poi Regione Lombardia, contattata proprio dalla sindaca Valentina Pedrali. Nello specifico si stanno interessando del caso l’assessora bresciana Simona Tironi e ovviamente l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso che sta lavorando per portare a casa il giovane, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale pediatrico di Chisinau, capitale della Moldavia. Non è ancora chiaro se la Regione si occuperà delle spese del volo sanitario, «ma la cosa importante ora è riportare a casa il ragazzo – spiega Tironi –. Al momento, però, non è ancora possibile perché deve esserci l’ok dell’ospedale. Speriamo di poter procedere con le operazioni nel più breve tempo possibile».
La vicenda
L’incidente è avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, anche se la dinamica non è ancora chiara. La cosa certa è che il giovane è stato trasferito d’urgenza in ospedale e poi sottoposto a un delicato intervento. A fornire i dettagli delle lesioni è stata la famiglia, attraverso l’appello scritto dalla madre della fidanzata del giovane, che ha accompagnato la figlia in Moldavia una volta appresa la notizia.
«Nostro figlio Francesco ha subito una frattura alla colonna con lesione del midollo spinale. È stato operato d’urgenza, è vigile e grazie a Dio respira da solo e sta lottando con tutte le sue forze, ma la necessità di riportarlo in Italia è fondamentale, ogni giorno è prezioso per poter riuscire a salvare le sue gambe. Ci sono piccoli segnali di speranza: sta recuperando i primi centimetri di sensibilità, ma l’ospedale locale non ha le strutture idonee per curarlo. Dobbiamo trasferirlo d’urgenza in un’Unità Spinale in Italia, ma serve un aereo sanitario privato con medici a bordo. Il costo del volo è altissimo e la nostra famiglia non può sostenerlo da sola. Vi preghiamo di aiutarci anche con una piccola donazione».
E tra sabato e domenica, nel giro di poche ore, sono stati raccolti circa 40mila euro, superando di gran lunga i 30mila euro richiesti. A dimostrazione del fatto che la famiglia di Francesco è molto conosciuta in paese. Il ragazzo non solo ha frequentato la scuola a Sarezzo, ma per un periodo ha militato nella squadra di calcio dell’oratorio. Ma negli ultimi anni era diventato una promessa del Judo.
Farnesina e Ambasciata
A sottolineare, invece, il lavoro svolto dalla rete diplomatica è stato il deputato bresciano Giangiacomo Calovini, capogruppo di Fratelli d’Italia nella III Commissione Affari Esteri e comunitari.
«Sto seguendo con estrema attenzione tramite la nostra Ambasciata in Moldavia le condizioni del giovane – spiega –. È doveroso farlo anche in virtù del fatto che alcune ricostruzioni emerse sui social lasciano trapelare informazioni lacunose. Innanzitutto va detto che Francesco, italo-moldovo, è stato costantemente seguito dalla nostra Ambasciata. Ad ora i medici non hanno ancora rilasciato una prognosi in attesa che, nelle prossime giornate, il ragazzo esca dalla terapia intensiva. Solo allora, non prima, sarà possibile comprendere quando e come Francesco potrà rientrare in Italia. Mi pare doveroso ringraziare la nostra rete diplomatica. L’Ambasciata d’Italia a Chisinau ha attivato ogni canale per assistere Francesco e la sua famiglia fin dal primo momento. La Farnesina e l’Ambasciata, in stretto raccordo, mi hanno assicurato che continueranno il lavoro già avviato, mantenendo i contatti con la famiglia - cui è stata trasmessa la vicinanza delle Istituzioni - e la struttura ospedaliera».




