Il rombo dei cannoni ha rotto il silenzio del colle. Poi il fumo della polvere nera, le cariche della fanteria, i cavalli al galoppo e il crepitare dei fucili ad avancarica hanno riportato San Martino al 24 giugno 1859. Sotto un sole implacabile, centinaia di persone hanno assistito alla rievocazione della Battaglia di San Martino e Solferino, tornata quest’anno ai piedi della torre dopo le due edizioni ospitate al parco del Laghetto.
Il caldo è stato uno dei protagonisti della giornata. Bambini con il cappellino, spettatori seduti sull’erba. E poi i rievocatori, 150 in tutto, stretti nelle pesanti uniformi di lana mentre ripercorrevano le manovre che 167 anni fa segnarono uno degli episodi decisivi della Seconda guerra d’Indipendenza. «Erano stremati e sudati. E loro sapevano che non sarebbero morti. Se si pensa al giorno della battaglia vera...», osservava uno spettatore, riassumendo il senso di una ricostruzione che, pur nella dimensione spettacolare, invita a riflettere sul sacrificio di migliaia di giovani soldati.
Piemontesi e austriaci
La manifestazione, organizzata dal Comune insieme alla Società Solferino e San Martino, con la collaborazione dell’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi, ha riportato sul colle soldati piemontesi e austriaci, tra salve di cannone, assalti alla baionetta e strategie militari ricostruite sulla base delle fonti storiche. Ad assistere alla rievocazione anche numerosi turisti stranieri, oltre a visitatori arrivati in camper e appassionati provenienti da diverse regioni.
Sul campo
«Finalmente torniamo qui – ha commentato l’assessore alla Cultura Pietro Avanzi –. È un dovere ricordare ogni anno un momento così importante per la nostra nazione. E il campo storico rappresenta anche un’occasione formativa, perché permette di capire come vivevano quei ragazzi». Un richiamo ancora più significativo in una giornata resa difficile dall’afa. «Si vive il calore di quei tempi – ha aggiunto –, anche se le sofferenze di quei giovani restano imparagonabili».
Tra le autorità presenti anche il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata e l’eurodeputata Mariateresa Vivaldini. «Questa è una storia di vita, non di morte – ha osservato Terzi –. La guerra resta una cosa terribile. Il messaggio che deve arrivare è quello del rispetto verso chi si è sacrificato».
Le celebrazioni per il 167esimo anniversario proseguiranno oggi, domenica 21 giugno. Dalle 8.30 sarà aperto il campo storico, mentre alle 10.30 si terranno la tradizionale rassegna delle truppe e la cerimonia commemorativa dei Caduti all’Ossario.
L’adesione
Il programma dell’anniversario si concluderà mercoledì 24 giugno a Solferino. E, notizia di ieri, il Comune mantovano è entrato nella Comunità del Garda. «Solferino non è soltanto un Comune di straordinario valore storico e identitario, ma una realtà protagonista di una visione condivisa del territorio», ha commentato la presidente Mariastella Gelmini.



