Il riconoscimento di un debito fuori bilancio ha portato alla luce, a Capriolo, una vicenda alquanto bizzarra che riguarda il selciato del centro storico posato ormai 17 anni fa.
Il caso
Durante l’ultima seduta il Consiglio comunale ha approvato, con i soli voti della maggioranza, il pagamento di oltre 10mila euro, imposto da un’ordinanza della Cassazione, per chiudere una lunga disputa iniziata nel 2013 con un ricorso da parte di alcuni residenti, da cui il Comune era uscito sconfitto già in primo e secondo grado.
Secondo i cittadini, la pavimentazione di via Vittorio Emanuele realizzata nel 2009 ha favorito allagamenti nelle loro abitazioni durante le piogge più intense.
La discussione
Sebbene il casus belli risalga a diverse amministrazioni fa, le minoranze non hanno lesinato le critiche. Stefano Vitale (Viviamo Capriolo) ha chiesto di conoscere l’intero costo della vicenda, non solo quello finale, osservando che «forse sarebbe stato meglio chiudere prima il contenzioso». Onofrio Facchi (Un paese per tutti) ha parlato di un ricorso «che non stava in piedi» e che quindi, per lui, non aveva senso andare in Cassazione. Gianluigi Cadei (Futuro Comune) ha sottolineato che il debito deriva direttamente dalle scelte legali compiute, mentre Alberto Zini (Capriolo 2050) ha richiamato l’aumento generale delle spese legali nel bilancio comunale, invitando a interrogarsi sulle cause dei numerosi contenziosi.
La risposta
L’assessore al Bilancio Alberto Bonardi ha ricordato che in presenza di una sentenza esecutiva l’assemblea comunale non ha margini di scelta poiché «il riconoscimento del debito è dovuto», mentre il sindaco Luigi Vezzoli ha difeso la decisione di proseguire fino all’ultimo grado di giudizio, sostenendo che «un Comune non può patteggiare come un privato» e che «in altre cause il terzo grado ha permesso di recuperare somme ben più consistenti».
La vicenda, nata dalla posa della pavimentazione in sampietrini del centro storico e finita in Cassazione, ha riaperto il dibattito sulla gestione dei contenziosi, che nel paese franciacortino non è nuova, e sulla capacità dell’Amministrazione di prevenire problemi che, col tempo, rischiano di trasformarsi in costose battaglie legali.



