Tariffa puntuale, arrivederci al prossimo anno (se non addirittura al prossimo mandato). Dodici mesi fa la «rivoluzione» della raccolta differenziata, tanto del sistema quanto del calcolo economico della bolletta Tari, sembrava una traiettoria definita. Poi la rotta è cambiata: niente porta a porta integrale, giudicato «non conveniente»; al suo posto, scatterà la sostituzione progressiva degli attuali cassonetti con quelli smart e – a cascata – bollette modellate sul principio «chi più differenzia meno paga».
Oggi, mentre si scrive il piano economico quadriennale che dovrebbe approdare in Consiglio comunale entro l’estate (si pensa alla fine di maggio), la parola d’ordine è un’altra: cautela. Che nel lessico politico significa in sostanza posticipare, tendenzialmente scansando l’introduzione della tariffa puntuale sul tavolo della Giunta che siederà in Loggia dal 2028 in avanti.
Effetto Arera
Come mai? La ragione – spiega l’assessore al Bilancio, Marco Garza - «è tecnica». Ed è questa: dal 2028 entrerà in vigore il nuovo metodo di calcolo della Tari definito da Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), il cosiddetto Ticser.
In buona sostanza, cambia l’architettura della tariffa: dalle due componenti tradizionali si passa a cinque voci che concorreranno a formare il conto finale: decoro urbano, accesso al servizio, raccolta e trasporto dei rifiuti, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento. Un impianto diverso o, per citare l’assessore, «un mondo nuovo». Ed è su questo sfondo che l’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi sfuma la data del via reale della tariffa puntuale.

Cronoprogramma
Cosa succederà quindi nei prossimi mesi? Nel 2026 non cambia proprio nulla. I nuovi «cassonetti intelligenti» faranno il loro ingresso in città, quartiere dopo quartiere, tra settembre e dicembre. Funzioneranno così: il sistema registra i conferimenti in base al volume (e non al peso). Ogni apertura della calotta è associata all’utenza tramite applicazione, consultabile quindi in tempo reale.
Il 2027 sarà invece l’anno «dell’accompagnamento del cittadino e della consapevolezza» o, se si preferisce, della prova generale. Significa che Comune e Aprica raccoglieranno i dati puntuali di ciascuna utenza, così da proporre in bolletta una simulazione del tipo: «Hai conferito tot, con la tariffa puntuale pagheresti tot». Un modo per mostrare l’effetto delle abitudini senza però applicarlo ancora, così da «capire dove si può migliorare». Di nuovo: come mai? Perché la decisione politica non è ancora stata presa. «Il 2028 è una spada di Damocle per via dell’incertezza regolatoria e noi dobbiamo ancora fare tutti i passaggi politici e ragionare su come sia meglio procedere» esplicita Bianchi.
Sul tavolo c’è(ra) anche il «dossier vetro»: alla fine dei ragionamenti non ci sarà alcun cambiamento sulla gestione domestica (non ci sarà cioè un cassonetto dedicato in più per le strade, ma rimarrà il porta a porta). Una novità, tuttavia, c’è: i «cubotti» intelligenti verranno installati nei parchi pubblici (partendo dalla zona sud), dove il problema dell’abbandono è più frequente.
Bonus sociale
Dal 2028 cambierà inoltre anche il modo in cui si ripartiscono i costi tra utenze domestiche e non domestiche. «Oggi il Comune ha margini di discrezionalità – rimarca Garza – domani quei margini si restringeranno». C’è poi un’altra novità: il bonus sociale Tari. Comparirà in bolletta «come voce definita a livello nazionale», secondo soglie Isee che non dipendono dalla Loggia e anche questo entrerà nella composizione della tariffa.
La conseguenza è una riflessione che in Loggia non nascondono: introdurre la tariffa puntuale nel 2027, per poi doverla ricalibrare l’anno successivo con il nuovo metodo, ha senso? Ufficialmente la linea resta quella di lavorare a una proiezione. Ma vengono ammesse valutazioni complesse ancora in corso, passaggi politici tutti ancora da affrontare, confronti con sindaca e maggioranza da segnare nelle agende dei prossimi mesi.
Quadro generale
Il quadro, alla fine, è meno lineare di quanto sembrasse dodici mesi fa. Nel 2026 nulla cambia. Nel 2027 si installano i nuovi cassonetti e si misurano i comportamenti. Nel 2028 entra il nuovo sistema nazionale e si decide se trasformare la misurazione in tariffa.
Resta però la questione di fondo: la Loggia deve approvare un piano economico-finanziario quadriennale, indicando una direzione. La prima l’ha già conclamata: almeno per i prossimi quattro anni Brescia non passerà al «porta a porta integrale». La seconda è la tariffa puntuale: non ancora archiviata, ma a un passo dall’essere demandata ai prossimi programmi elettorali.




