CronacaBassa

Dopo il restauro, il castello di Padernello svela nuovi segreti

Emmanuele Andrico
Tra gli spazi che aprono anche la torre più alta e misteriosa del maniero del ’400: i visitatori avranno accesso a nuovi ambienti
Il castello di Padernello
Il castello di Padernello
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Dopo una meritata pausa natalizia, da quest’anno il maniero quattrocentesco della Bassa bresciana apre le porte a nuovi ambienti restaurati rendendo l’esperienza di visita guidata ancora più ricca e coinvolgente. Un ponte levatoio che si abbassa ancora dopo secoli, un mastio che domina la pianura custodendo storie mai raccontate, scorci inaspettati e stanze nascoste dove un tempo ci si rifugiava dal pericolo.

Rivelazioni

Dal 2026, le coinvolgenti visite guidate al maniero si arricchiranno di nuove rivelazioni e della possibilità di accedere ad ambienti restaurati che non hanno mai aperto le loro porte al pubblico. Un’occasione unica per varcare soglie rimaste inviolate e per respirare l’atmosfera di luoghi del castello che solo pochi privilegiati hanno potuto vedere.

Come ha spiegato Domenico Pedroni, presidente della Fondazione Castello di Padernello, «per la prima volta, i visitatori potranno accedere agli spazi che conducono alle prime stanze del mastio, la torre più alta e misteriosa del castello, l’ultimo baluardo che per secoli ha vegliato sulla campagna circostante. Qui antiche scalette, consumate dal passaggio del tempo, si inerpicano verso l’alto. La seconda stanza del mastio è stata allestita come una camera cinquecentesca, dove oggetti d’epoca ricreano un’atmosfera sospesa. Il nuovo percorso permette di accedere anche alle stanze un tempo destinate alla servitù e agli spazi che oggi conservano la biblioteca del filosofo Italo Valent, un prezioso patrimonio culturale. E poi, naturalmente, c’è sempre lei: la Dama Bianca. Si dice sia lo spirito di Biancamaria Martinengo, morta cadendo nel fossato a soli tredici anni, mentre osservava il volo delle lucciole. Ad ogni decade, secondo la leggenda, appare sullo scalone d’onore con un libro dorato tra le mani, nelle cui pagine, si dice, sia custodito il suo triste segreto».

Oltre le mura

La magia legata a questi luoghi prosegue anche oltre le mura del castello. Un sentiero conduce al Ponte San Vigilio, opera d’arte in natura creata dall’artista Giuliano Mauri intrecciando polloni di castagno. Una struttura che le stagioni vestono di nuova poesia, recuperando idealmente il tracciato di un'antica strada romana.

L’esplorazione prosegue poi nel borgo artigiano di Padernello e alla Cascina Bassa. Qui è possibile degustare e acquistare i vini bresciani dell’enoteca, perfetti da abbinare alle prelibatezze della cucina locale. Chi desidera prolungare la visita può inoltre pranzare o cenare nei ristoranti del borgo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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