Cronaca

Rally, com’è cambiata la sicurezza delle gare negli anni

Esistono piani sempre più rigorosi, aree dedicate e zone vietate. Ma regole e controlli non bastano: decisivi restano il rispetto delle prescrizioni e la consapevolezza dei rischi da parte degli spettatori
Angelo Seneci
Uno scatto dall'edizione 2025 del Rally 1000 Miglia - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Uno scatto dall'edizione 2025 del Rally 1000 Miglia - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

Nei rally lo spettacolo offerto dalle vetture che sfrecciano ad alta velocità su strade tortuose e sterrate ha sempre affascinato il pubblico. Tuttavia, la sicurezza dei fan è sempre stata una questione cruciale. Il pubblico è un elemento essenziale dei rally, ma il calore (e colore) degli appassionati che cercano il contatto con i propri beniamini non deve diventare un «abbraccio» che rischi di soffocare la specialità stessa. Gli organizzatori e gli ufficiali di gara cercano di sensibilizzare e informare il pubblico, anche con l’individuazione e l’allestimento di aree dedicate e sicure.

Se le prestazioni delle auto migliorano, le strade sulle quali queste corrono restano in gran parte le stesse di una volta. Ed il pubblico deve, per quanto possibile, essere protetto: non è sempre semplice valutare i rischi connessi al motorsport, specialmente tenendo conto dell’evoluzione delle prestazioni. L’esperienza ed il buon senso a volte non bastano, e la collaborazione tra spettatori, addetti ai lavori ed ufficiali di gara è fondamentale.

Una priorità

Negli ultimi anni, il concetto di sicurezza nel mondo dei rally ha subito una trasformazione significativa. Gli organizzatori degli eventi, insieme alle autorità locali e alle federazioni internazionali, hanno posto un’enfasi particolare sulla sicurezza del pubblico, che è diventata una priorità.

Le aree destinate agli spettatori sono state rivisitate e ridefinite per garantire la massima sicurezza possibile. Sono state create zone apposite, collocate a distanza di sicurezza dalla strada, ma con una vista ottimale sulla prova speciale. Barriere di protezione, fettucce e altre misure di sicurezza sono state adottate per contenere il pubblico e delimitare le aree pericolose.

I piani per la sicurezza

La sensibilizzazione del pubblico è diventata una priorità. Sono stati sviluppati programmi educativi per informare gli spettatori sui rischi e le misure di sicurezza da seguire. Questo ha contribuito a creare una maggiore consapevolezza dei pericoli potenziali e dell’importanza di rispettare le regole di sicurezza durante gli eventi. Tutte le gare dalle più importanti alle meno blasonate, vengono svolte con la stesura di un piano sicurezza, che contiene in modo molto preciso e puntuale le prescrizioni previste. In esse vengono individuati i punti critici, definite le disposizioni relative ai sistemi di sicurezza, indicate le zone autorizzate per il pubblico e, soprattutto, quelle nelle quali è vietato posizionarsi.

Sono documenti elaborati secondo criteri rigorosi e standard di sicurezza elevatissimi, che in Italia sono probabilmente tra i più severi d’Europa. Aci Brescia, nell’organizzazione della propria gara, ha certamente rispettato tutti i crismi necessari per garantire il massimo livello possibile di sicurezza, sia attiva sia passiva, affidandosi a tecnici, ufficiali di gara e direttori di gara altamente qualificati e professionalmente preparati.

Il problema, purtroppo, può essere un altro: il comportamento di chi assiste alla gara. Troppo spesso manca quella necessaria autodeterminazione che dovrebbe portare ogni spettatore a comprendere il rischio e a scegliere responsabilmente dove posizionarsi. Il pericolo, in determinate situazioni, non viene percepito per quello che realmente è. E quando si sottovaluta il rischio, quando si ignorano le disposizioni e ci si colloca in zone non autorizzate, può accadere l’irreparabile. Ed è proprio per questo che la sicurezza, nelle gare automobilistiche, non può essere affidata soltanto alle prescrizioni, ai tecnici e agli organizzatori: deve essere anche responsabilità consapevole di chi decide di assistere alla competizione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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