Cronaca

Ragni, fobie e rischi reali: solo vedova nera e violino sono pericolosi

Gli aracnidi sono alleati della biodiversità ed esperti cacciatori. Viaggio nella biologia di questi artropodi, dalle tecniche di tessitura delle ragnatele fino alle differenze strutturali
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Ragni, le loro ragnatele affascinano © www.giornaledibrescia.it
Ragni, le loro ragnatele affascinano © www.giornaledibrescia.it

Sono affascinanti e temuti, protagonisti di leggende e miti, come quello della talentuosa tessitrice Aracne, che fu punita per la sua superbia da Atena e condannata a tessere per l'eternità. Ma anche di libri, fumetti e film, come in Spiderman o in Harry Potter.

I ragni fanno parte della nostra quotidianità – chi non ne ha mai trovati in casa? – e per chi ne ha paura (come l’amico del maghetto più famoso di sempre, Ron Weasley) c’è pure una parola, aracnofobia.

Per conoscerli meglio ci siamo rivolti a Mario Grottolo, entomologo del Centro studi naturalistici bresciani e collaboratore della sezione di zoologia del Civico museo di Scienze naturali.

Molti definiscono i ragni come insetti, sono la stessa cosa?

Assolutamente no! Tutti e due sono Artropodi, parola derivante dal greco árthron, che significa articolazione, e podo, che significa piede. Sono animali segmentati che posseggono un esoscheletro articolato composto da una sostanza chiamata chitina, le loro appendici fisiche sono sempre in numero pari.

Concorrono ad aumentare la biodiversità di un territorio © www.giornaledibrescia.it
Concorrono ad aumentare la biodiversità di un territorio © www.giornaledibrescia.it

Cosa li caratterizza?

I ragni appartengono alla classe degli Aracnidi, come gli scorpioni, gli pseudoscorpioni, gli acari e le zecche e sono caratterizzati dall’avere quattro paia di zampe, mentre gli insetti hanno tre paia di zampe articolate e hanno una o due paia di ali. Inoltre l'addome può essere o meno segmentato, sono principalmente ovipari e non seguono una metamorfosi vera e propria.

Esistono altri artropodi?

Sì, abbiamo i Miriapodi caratterizzati da un corpo composto di due regioni, capo e tronco, quest’ultimo costituito da vari segmenti e provvisto di numerose paia di zampe e i Crostacei, che presentano due paia di antenne e un numero vario di appendici articolate tipicamente bifide.

Ci sono altre caratteristiche tipiche dei ragni?

A differenza degli insetti, che presentano un corpo diviso in tre segmenti (capo, torace e addome), il loro corpo è diviso in due parti: il cefalotorace, provvisto di uno scudo indurito, comprendente la testa e il torace fusi insieme e l’addome molle contenente le filiere, organi che permettono di fare la tela. Sul cefalotorace si trovano i cheligeri che sono degli artigli ripiegabili collegati con le ghiandole velenifere. Altra caratteristica è che la femmina è più grossa del maschio.

La vedova nera © www.giornaledibrescia.it
La vedova nera © www.giornaledibrescia.it

Posseggono delle ghiandole velenifere, quindi sono pericolosi per noi?

Per fortuna da noi, a differenza dei paesi tropicali, esiste solo una specie di ragno che potrebbe causare la morte, si tratta della Vedova nera (Latrodectus mactans), piccolo ragno di color nero caratterizzato da macchie rosse sull’addome, che vive sotto le pietre nelle zone assolate. È solitario e poco aggressivo, attacca solo quando viene provocato. Sono pericolose solo le femmine, i maschi sono troppo piccoli per poter intaccare la pelle con i loro cheligeri.

La puntura provoca intenso dolore muscolare ed addominale e ipertensione. Il suo morso è letale su persone anziane o debilitate: alcune stime indicano circa il 5% dei morsi come letale, altre indicano solo lo 0,2%.

Attenzione però, anche se i ragni pungono solo se disturbati, esiste un altro ragno pericoloso in Italia: si tratta del ragno violino (Laxosceles rufescens), chiamato così poiché caratterizzato d’avere un disegno a forma di violino sul cefalotorace.

Il ragno violino © www.giornaledibrescia.it
Il ragno violino © www.giornaledibrescia.it

Che problemi può causare?

Il suo morso è indolore e può essere definito asintomatico, ma gli effetti si avvertono solo dopo alcune ore: la lesione arrossata comporta prurito, bruciore e formicolii. Questi effetti nell’arco delle 48-72 ore successive possono portare alla necrosi e a formazioni di ulcere.

Dove vive?

Predilige ambienti isolati, poco frequentati, secchi e bui. Si nasconde nelle fessure delle rocce, dei muretti a secco o sotto grandi massi. Anche le abitazioni e i prefabbricati possono diventare la sua abitazione. Soprattutto al Nord, dove gli inverni sono più rigidi, il ragno violino può nascondersi in casa, nei bagni e scantinati, battiscopa, mobili, scatole di cartone o posti e oggetti impensabili come guanti, calzature e a volte anche biancheria.

Le tele, costituite da fili di seta adesivi, hanno diverse forme, a groviglio, a foglio, a imbuto © www.giornaledibrescia.it
Le tele, costituite da fili di seta adesivi, hanno diverse forme, a groviglio, a foglio, a imbuto © www.giornaledibrescia.it

Tutti i ragni costruiscono la ragnatela?

No, molti ragni cacciano le loro prede appostandosi immobili in agguato, o avvicinandosi di soppiatto. La maggior parte però tesse speciali tele, che servono per catturare gli insetti di cui si nutrono succhiando il liquido dopo averli immobilizzati. Le tele, costituite da fili di seta adesivi, hanno diverse forme, a groviglio, a foglio, a imbuto, anche se quella più nota è quella circolare

Hanno nemici?

Molti ragni sono mangiati da uccelli, rane, lucertole, altri sono vittime di altre specie di ragni, molti perfino dalla loro stessa specie. Non è rara l’uccisione del maschio dopo l’accoppiamento, è il caso ad esempio della Vedova nera, che si mangia il maschio. Anche se gli insetti sono la loro principale preda esistono dei Ditteri e degli Imenotteri che depongono le loro uova sui ragni, successivamente la larva divora il ragno stesso.

Sono utili?

Certamente concorrono ad aumentare la biodiversità di un territorio; alcuni sono osservabili in numerosi habitat diversi, altri possano rappresentare degli utili dei bio-indicatori, soprattutto quando hanno un habitat o un microhabitat molto specifico e ristretto. Infatti questo stretto legame al loro ambiente e alle risorse trofiche disponibili li rende molto sensibili ad ogni cambiamento, rendendoli vulnerabili alle degradazioni dell’habitat.

Purtroppo tra le specie in estinzione si contano anche diversi ragni, ad esempio secondo la Lista rossa della Iunc (International union for conservation of nature) a livello europeo, sono riportate 35 specie di ragni considerate minacciate di cui 16 in pericolo critico, 5 in pericolo e 14 vulnerabili.

Inoltre i ragni sono tutti predatori ed eliminano enormi quantità di insetti quali afidi, falene e altri insetti dannosi. Con le loro ragnatele catturano però anche le zanzare e altri insetti vettori di malattie, contribuendo indirettamente alla nostra salute.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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