Dal primo maggio le porte si chiudono. Fino alla fine dell’estate, il Museo di Scienze naturali di Brescia e la biblioteca scientifica intitolata a Nino Arietti resteranno silenziosi, attraversati solo dal rumore dei cantieri. Centoventi giorni per cambiare pelle.
Una lunga storia
L’edificio, uno dei pochi musei scientifici costruiti in Italia nel Dopoguerra, è una geometria di parallelepipedi che si rincorrono attorno a un corpo centrale alto, quasi «una torre laica» del sapere.

Progettato all’inizio degli anni Settanta da Graziano Piovanelli con Mario Serino e l’Ufficio tecnico comunale, completato nel 1987 con l’auditorium firmato dall’architetto Battaglia, è sempre stato un luogo di passaggio oltre che di scoperta: scolaresche in fila, spazio lettura sui tavoli della biblioteca, famiglie a caccia di fossili e minerali.
Cosa cambia
Ora quel piano terra frammentato, cresciuto per addizioni successive, diventa il cuore dell’intervento approvato dalla Giunta: 390mila euro per rifunzionalizzare gli spazi e costruire un nuovo allestimento.

L’idea è trasformare un corridoio dispersivo in un ambiente espositivo compatto, riconoscibile, capace di raccontare una storia. Il progetto, firmato dallo studio Associates architecture, introduce una parete continua che attraversa il museo come un filo rosso.
È in cartongesso, rivestita in legno, pensata per accogliere impianti e cablaggi, ma soprattutto per sostenere una nuova narrazione. Una seconda pelle, questa volta in policarbonato, avvolge il nucleo centrale e protegge la guardiola, mettendo ordine dove prima c’era discontinuità. Non è solo un restyling, ma un cambio di passo, tecnico ed estetico.
Il parco botanico
Anche l’esterno partecipa. L’accesso dal parco, con il suo percorso botanico tra latifoglie e conifere del Nord Italia, sarà valorizzato.
Due tigli verranno ricollocati all’ingresso, una rampa renderà più agevole l’accesso, la corte interna tornerà a essere una stanza a cielo aperto, con nuove pavimentazioni e aiuole. Le aree a ridosso delle finestre saranno riportate a verde. In questo modo, il museo «si apre e respira». E l’ingresso sarà ancora più vicino alla metropolitana.
Trasloco sul Cidneo
Durante i lavori le attività educative traslocano in Castello, negli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Brescia Musei, così le classi continueranno a frequentare laboratori e percorsi didattici. La biblioteca sospende l’accoglienza in presenza, ma mantiene attivi il box per le restituzioni, i locker per il ritiro delle prenotazioni e un servizio di consulenza telefonica dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 chiamando al numero 030.2978664.

Alla fine dell’estate, dopo questa ristrutturazione «light», il museo dovrebbe riaccendere le luci con un piano terra diverso: meno luogo transito, più spazio per racconto e attività scientifiche.




