CronacaBassa

Raduno Alpini, evento da 10 e lode: ora la mente è al 2026

Dopo la grande sfilata a Montichiari, la speranza è che Brescia ospiti l’adunata nazionale: siamo in lizza con Genova e Matera
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Montichiari Capitale degli Alpini
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Undicimila, forse dodicimila penne nere che da Lombardia, Emilia Romagna e Svizzera hanno risposto al richiamo del Raduno del Secondo Raggruppamento dell’Associazione Nazionale Alpini. Manifestazione spalmata su tre giorni di appuntamenti, che ha visto ieri l’atto conclusivo e più spettacolare, la grande sfilata che per oltre un’ora e mezza è transitata davanti al Labaro dell’Ana e alla tribuna d’onore a fianco del Duomo di Montichiari.

È stato il coronamento di un lavoro preparatorio durato oltre un anno e che, vista l’impeccabile riuscita, potrebbe essere un più che valido biglietto da visita a sostegno della candidatura che le tre Sezioni Ana della nostra provincia (Brescia, Salò e Valle Camonica) han presentato per ottenere l’assegnazione dell’Adunata Nazionale 2026, appuntamento di respiro mondiale che manca nella nostra città dal 2000, con un solo altro precedente nel 1970.

L’organizzazione di eventi simili è molto complessa e prevede una pianificazione meticolosa in molti settori, a cominciare da viabilità, parcheggi, trasporti, ordine pubblico, sanità, ristorazione, servizi igienici, ecc... Pianificazione coniugata all’ennesima potenza per l’Adunata Nazionale, evento che registra di solito tre/quattrocentomila presenze in tre giorni, in gran parte con pernottamento anche nelle località interessate e nei dintorni, a volte a decine di km di distanza se la disponibilità di posti letto non è sufficiente. Manifestazione che, di fatto, diventa un’invasione del territorio, pacifica e festosa, territorio che beneficia di un indotto economico che l’Università di Udine ha calcolato nel 2023 pari a ben 105 milioni di euro, di cui 24 di entrate per il Fisco.

Per l’appuntamento del 2026 Brescia è in lizza con Genova e Matera: sarà il Consiglio direttivo nazionale dell’Ana a scegliere la città assegnataria dell’Adunata nella seduta di sabato 16 novembre, a Milano (salvo un rinvio che potrebbe essere determinato dalla necessità di richiedere documentazione aggiuntiva).

Brescia, città alpina per eccellenza, ha tutte le carte in regola per ospitare l’Adunata Nazionale, sia dal punto di vista logistico, grazie alla viabilità e alla metropolitana, sia della sostenibiltà economica, grazie al sostegno concreto già deliberato dai vari Enti che supportano le Sezioni Ana bresciane (a cominciare da Comune, Regione e Provincia), sia in virtù di un hinterland straordinario, che comprende «a un tiro di schioppo» i laghi di Garda e Iseo, oltre alla Franciacorta.

Naturalmente anche Genova e Matera giocano le loro carte: semmai, poiché anche la storia conta, c’è da registrare che Genova ha ospitato già ben cinque Adunate, mentre Matera, al di là dell’indubbia suggestione artistica, ha certo qualche carenza logistica in più.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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