A Quinzano d’Oglio la battaglia per un posto auto è arrivata fino a Milano. Non perché in Regione manchino i parcheggi, ma perché a rischiare di perderli sono quelli di piazza Garibaldi, nel cuore del paese. E mentre il Comune aspetta di sapere se otterrà i finanziamenti per rifarla, commercianti e proprietari di immobili hanno già fatto recapitare a Palazzo Lombardia la loro contrarietà. Firme alla mano. Perché il paradosso è che a dividere il paese sia un progetto pensato, almeno sulla carta, per rilanciare il centro storico.
La partita
Sul tavolo ci sono 650mila euro, metà dei quali finanziabili dalla Regione attraverso un bando. Il progetto prevede una piazza più verde, con palme, una fontana e spazi per la socialità. Il prezzo, secondo il Comitato per piazza Garibaldi, sarebbe però troppo alto: degli 84 posti auto attuali, 44 verrebbero eliminati, «compensati solo in parte da otto nuovi stalli nelle immediate vicinanze». Il Comune rivendica un saldo più favorevole, conteggiando anche parcheggi distribuiti nelle strade circostanti. Ma è proprio qui che i conti, prima ancora delle automobili, non tornano.
«A noi sta bene rifare la piazza, renderla più accogliente, però senza stravolgerla così tanto, perché in questo modo non si fa che penalizzare ulteriormente un commercio già messo a dura prova» spiega il portavoce del Comitato, Luigi Massetti. Perché un parcheggio recuperato lontano dai negozi non equivale a uno davanti alla vetrina. «Chi viene a fare una spesa veloce fa due giri, non trova posto e va altrove. La terza volta non entra neanche in paese».
Più di 85 «no»
La protesta non è rimasta confinata alle «chiacchiere da bancone». Sono 52 i commercianti e 35 i proprietari di immobili che hanno sottoscritto le rispettive raccolte firme, trasmesse poi direttamente alla Regione. Un’iniziativa distinta da quella dei diciannove promotori che hanno costituito il Comitato. E a sostenerne le ragioni c’è anche Confesercenti. Ma oltre ai parcheggi, a dividere è il metodo. I promotori lamentano di «non essere stati coinvolti nella progettazione» e raccontano di «aver dovuto ricorrere a un accesso agli atti per conoscere nel dettaglio l’intervento». Per ottenere un incontro con il sindaco, sostengono, «è servita persino una lettera dell’avvocato».
Ora la partita è nelle mani della Regione, che dovrebbe pronunciarsi sul finanziamento entro il 30 novembre. Se il progetto non passerà, spiegano i promotori, la mobilitazione si fermerà. Altrimenti sono pronti a una nuova raccolta firme, questa volta aperta ai cittadini. Perché una piazza può anche cambiare faccia. Il problema è decidere chi debba avere voce in capitolo.




