Verrebbe da dire che non c’è più religione. E di certo non hanno avuto alcuno scrupolo i ladri che tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre hanno preso di mira la chiesa parrocchiale di San Filastro a Provezze, frazione di Provaglio d’Iseo, rubando un centinaio di euro frutto delle offerte e quattro calici, di cui due di particolare pregio storico e artistico. Un episodio che riempie «di amarezza e di insicurezza tutti i volontari che con tanta cura tengono in ordine e si impegnano per fare del bene», commenta il parroco don Flavio Raineri, a margine del colpo. Non un caso isolato, purtroppo, in provincia: solo la settimana scorsa, a Pontoglio, era stata trafugata la reliquia di Sant’Antonio.
Cosa è successo
Questa volta i ladri hanno forzato la porta del magazzino al servizio della canonica e, scassinando un secondo ingresso, hanno raggiunto la sagrestia. Qui hanno messo tutto a soqquadro, aprendo armadi e scaffali in cerca di qualcosa di prezioso. Denaro, ma anche quattro calici usati per le celebrazioni, due dei quali realizzati a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo in oro e argento. «Il più antico, d’argento e cesellato, potrebbe costare anche 2.000 euro», spiega il parroco. Ma anche questa volta a pesare maggiormente non è il valore economico, bensì quello spirituale e affettivo. «Erano regali che i parroci passati avevano fatto alla comunità a titolo personale», aggiunge.
Le indagini
Ad accorgersi dell’incursione, sabato mattina, è stato il sacerdote, che dormiva al piano superiore della canonica e non si è accorto di nulla durante la notte. Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Gardone Val Trompia e i militari del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza. Resta da chiarire se vi siano eventuali collegamenti con il furto della reliquia avvenuto a Pontoglio.
Amarezza
Nel frattempo resta «l’amarezza in bocca», ha commentato il sindaco Enzo Simonini, subito allertato dell’accaduto. «Questo è un luogo sacro, la casa dove le persone dedicano la vita alla comunità: siamo allibiti».



