Per i pontogliesi è un simbolo di fede, devozione e memoria collettiva. Anzi, lo era. Perché il reliquiario di Sant’Antonio, che custodiva un frammento osseo del santo, è sparito. È stato rubato da alcuni ladri che, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno fatto irruzione nell’omonima chiesetta, scardinando la porta d’ingresso e forzando poi la cassaforte della sacrestia per poi fuggire con il contenuto. Non hanno preso nient’altro. Sono andati a colpo sicuro.
«Fortunatamente non hanno toccato l’Eucarestia», spiega il parroco don Giovanni Cominardi, portavoce dello sconcerto, dell’incredulità e anche della rabbia che oggi attraversano la comunità dei fedeli. Sul piano materiale, il bottino vale ben poco: sia la reliquia sia un calice sottratto dai ladri sono privi di particolare valore economico. Sul piano spirituale e affettivo, invece, il gesto assume tutt’altro significato e sapore. Ed è amarissimo.
La devozione
Custodita nella chiesetta, la reliquia viene esposta ogni 17 gennaio in occasione delle celebrazioni dedicate a Sant’Antonio Abate, co-patrono della comunità insieme a Santa Maria Assunta. È un oggetto caro ai fedeli di Pontoglio, che nel reliquiario e nella chiesetta hanno trovato nel tempo un importante punto di riferimento spirituale. «La chiesetta – continua il parroco – è aperta durante il giorno ed è frequentata da persone che vengono a pregare, ad affidare le proprie preoccupazioni e a chiedere una grazia. È un luogo vissuto dai fedeli».
Il furto è stato denunciato ai carabinieri della Compagnia di Chiari, che hanno coinvolto anche i colleghi del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza. L’episodio è stato segnalato anche all’ufficio amministrativo della Diocesi di Brescia e nel frattempo, la chiesetta è stata temporaneamente chiusa per consentire le riparazioni.

Resta, nel frattempo, l’incredulità dell’intero paese di fronte a un gesto che colpisce un simbolo della sua fede. «Il timore più grande è che i ladri, rendendosi conto che non ha alcun valore economico, possano buttarla da qualche parte», aggiunge don Cominardi, preoccupato anche per l’avvicinarsi delle celebrazioni dedicate al santo. «Richiederne un’altra, ha i suoi tempi: speriamo la trovino».
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Alessandro Pozzi, che ha espresso «assoluta fiducia» nel lavoro delle forze dell’ordine e condannato un gesto che «ferisce profondamente» il territorio. «La reliquia di Sant’Antonio – conclude – è un simbolo che rappresenta il cuore della nostra identità, della nostra fede e della nostra memoria collettiva, e verso il quale ognuno di noi nutre un valore affettivo inestimabile. Confidiamo con tutto il cuore che possa tornare presto al suo posto».



