Cronaca

Prova a strangolare due bambini: il racconto del ragazzo che è intervenuto

«L’ho messo a terra, l’ho stretto e ho detto a mia moglie di chiamare la polizia» ha detto Aslam Naveed. La sindaca: «Fatto gravissimo, chiediamo al ministro Piantedosi risposte chiare»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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Il tentativo di fermare l'uomo al parco Alberini

«L’ho messo a terra, l’ho stretto e ho detto a mia moglie di chiamare la polizia». Lo racconta Aslam Naveed, il ragazzo di origini pakistane intervenuto nel parco Alberini di Brescia per fermare un 29enne di origini nigeriane ha tentato di strangolare un bambino di tre anni, dopo che già ci aveva provato con un altro bambino che però era riuscito a scappare. Il fatto è accaduto nelle scorse settimane.

«Sono malato di cuore e mi ha colpito al petto, avevo dolore ma non l’ho lasciato andare» prosegue nel suo racconto l’uomo che rilasciato interviste a tv nazionali. Il 29enne di origini africane è stato arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e si trova ai domiciliari. Il bambino di tre anni così come l’altro minore preso di mira dallo straniero, che ha un disagio psichico, non hanno avuto ripercussioni dal punto di vista fisico e non hanno avuto giorni di prognosi.

La sindaca Castelletti

«Quanto accaduto al parco Alberini è un fatto gravissimo, che scuote profondamente la nostra comunità» ha commentato la sindaca di Brescia Laura Castelletti. «In queste ore è stato annunciato l'avvio delle procedure per la revoca del permesso di soggiorno e per l'espulsione dell'uomo coinvolto. Allo stesso tempo, però, molti cittadini faticano a comprendere come, dopo un episodio di questo tipo, la persona si trovi agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. È una situazione che evidenzia una distanza palese tra il sentimento diffuso nella popolazione e le risposte che lo Stato riesce a fornire di fronte a fatti che coinvolgono minori e suscitano sconcerto» spiega Castelletti.

La Polizia al parco Alberini
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La Polizia al parco Alberini

«Questa vicenda – prosegue – richiama una questione che riguarda l'intero Paese. Da anni il Governo indica nelle espulsioni uno degli strumenti principali per affrontare i problemi di sicurezza legati all'immigrazione».

«I dati manifestano, però, una realtà più complessa. Nel 2025 sono stati emessi oltre 21mila provvedimenti di espulsione e allontanamento, mentre i rimpatri effettivamente eseguiti sono stati poco più di 6mila: meno di tre su dieci, rispetto agli atti adottati nello stesso anno. È questa distanza tra annunci e risultati che il Governo deve spiegare agli italiani». La sindaca di Brescia conclude: «Chiediamo al ministro dell'Interno Piantedosi di fornire risposte chiare al Paese. Di fronte a quanto accaduto a Brescia non servono slogan o dichiarazioni di principio, servono efficacia e la capacità dello Stato di trasformare gli impegni assunti in risultati concreti».

Attilio Fontana

«Una notizia raccapricciante»: così ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervistato su Telecity. «Oggi - ha aggiunto, parlando di situazioni «inaccettabili» - non si può negare, come è stato fatto dalla sinistra in modo particolare, che non esista il problema di ordine pubblico e di sicurezza. Da quando c'è la legge Basaglia le persone che hanno dei problemi vengono seguite e curate, ma quando arriva qualcuno che non è preso in carico - ha concluso - è più facile che commetta atti di violenza di questo genere. Se poi aggiungiamo che in certi Paesi certi principi sono meno forti, allora diventa ancora più preoccupante».

Carlo Andreoli, coordinatore cittadino FdI

Il consigliere comunale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia ha spiegato che è «inaccettabile che famiglie, anziani e bambini non possano vivere serenamente i nostri parchi. Da mesi, in Commissione Sicurezza, denunciamo il degrado crescente e il monopolio di alcune aree verdi da parte di soggetti che di fatto impediscono ai cittadini di frequentarle liberamente e in sicurezza. Le nostre segnalazioni sono rimaste troppo spesso inascoltate».

Per Andreoli «Servono più controlli della Polizia Locale, il poliziotto di quartiere e la presenza di volontari per la sicurezza nei parchi, come avviene anche a Firenze, città amministrata dalla sinistra e certamente lontana dalle nostre idee politiche. Un progetto che l'amministrazione Castelletti, un anno fa, ci aveva bocciato in consiglio comunale»

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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