CronacaBassa

Il progetto del biodigestore di Carpenedolo verso l’addio

Marco Zanetti
A meno di colpi di scena sembra impossibile rispettare la tabella di marcia e beneficiare di conseguenza delle risorse europee per realizzare in toto la struttura
Un impianto per il biometano - Foto © www.giornaledibrescia.it
Un impianto per il biometano - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Il conto alla rovescia è agli sgoccioli. Fissata per il 30 giugno la data ultima per il completamento e messa in funzione dell’impianto integrato di trattamento, stoccaggio e selezione dei rifiuti urbani per la produzione di biometano e compost, progetto finanziato con 33 milioni di euro dal Pnrr e potenzialmente a servizio di ben 160mila abitanti della provincia.

Nella campagna tra Carpenedolo ed Acquafredda, però, non c’è ombra della struttura. E, verosimilmente, qui non vedrà mai la luce… tra l’entusiasmo di molti e il disappunto di altri. Intrapreso nel 2022 dalla precedente Giunta guidata da Stefano Tramonti con la partecipazione di altri 33 comuni (12 della Bassa Bresciana orientale, 24 della Comunità della Valle Sabbia), l’iter burocratico – criticato dal comitato ambientalista «Impatto zero» in un esposto inviato all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) nel dicembre del 2023 – si è bruscamente arrestato nel 2024 e poi notevolmente dilatato negli ultimi tempi. In particolare, oggi è ancora in corso la Valutazione d’impatto ambientale, che di solito richiede dodici mesi di elaborazione.

A meno di «coup de théâtre», anche solo difficile da immaginare, sembra dunque impossibile rispettare la tabella di marcia e beneficiare di conseguenza delle risorse europee per realizzare in toto la struttura.

Manca soltanto la parola fine ufficiale: «Sebbene non ci risultino proroghe, attendiamo notizie ufficiali dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica» dice al proposito il sindaco Luca Franzoni che prova comunque a sognare.

«Dal canto nostro - continua il primo cittadino - il fallimento del piano sarebbe… una vittoria: fin dal primo momento, siamo stati contrari a quello che abbiamo ereditato quando ci siamo insediati».

Nel mentre si apre il capitolo relativo alla parte economica, su cui – anche qui - non si hanno ad oggi indicazioni certe: «Capiremo dalle istituzioni competenti cosa sarà del milione di euro già speso per gli incarichi affidati ai professionisti per le consulenze tecniche – insiste il massimo esponente dell’esecutivo della cittadina dei carpini -. Pur essendo ente capofila, noi abbiamo margini di manovra e lo stesso vale per gli altri paesi coinvolti: serve una direttiva "dall’alto". L’auspicio generale è chiaramente di non attingere alle casse municipali per restituirli quando verrà considerato definitivo il fallimento del piano originale… e su questo aspetto mi sento piuttosto fiducioso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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