Poste, ipotesi trasferimento per il Cmp di Brescia: due ore di sciopero

Il Centro di smistamento della posta e dei pacchi di Poste Italiane, che gli addetti ai lavori conoscono come Cmp, è in via Dalmazia dal 1980 ma potrebbe non rimanerci ancora per molto. Il polo logistico ospita ogni giorno più di 300 lavoratori impegnati a servire Brescia e provincia, ma anche a fare lavorazioni per le regioni Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria.
L’iniziativa
Proprio perché la mole di lavoro è tanta e perché potrebbe essere destinata ad aumentare con l'arrivo di 77 nuovi corrieri e la parallela lavorazione di pacchi di grandi dimensioni, l'azienda starebbe pensando a una nuova collocazione e sarebbe al lavoro per trovare una nuova area dove riallestire in chiave più moderna il suo Cmp.
Secondo indiscrezioni, che l'azienda non conferma né smentisce, fino a qualche mese fa l'intenzione pareva quella di allestire un nuovo capannone dove ospitare i soli corrieri, ma più di recente si sarebbero vagliati capannoni più grandi nei comuni di Nave, Gussago, San Zeno, Rezzato e Castenedolo per trasferite tutto il lavoro. Anche se nessuna decisione sarebbe stata ancora presa, nelle scorse settimane le segreterie di Slc Cgil Brescia e Slc Cgil Lombardia hanno chiesto a Poste Italiane due incontri per avere informazioni più precise sulla situazione e hanno incontrato l'azienda, in un caso assieme alla Uil e nel secondo caso da sole.
Lo sciopero
«Ci stiamo muovendo senza perdere tempo perché agire a scelte fatte rischierebbe di essere tardi – spiega il segretario Slc cittadino Alberto Fostinelli –. Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo fatto due ore di sciopero in tutti i turni. Il motivo? Le risposte fornite da Poste sono state insoddisfacenti. Riteniamo importante che il nuovo sito si trovi nel perimetro cittadino e non altrove. Tra i dipendenti c'è chi viene in treno o in bus, o addirittura chi ha acquistato casa in zona stazione, e un trasloco che non tenga in considerazione queste cose non sarebbe rispettoso delle necessità delle nostre persone, e non andrebbe bene».
Agli incontri non ha partecipato Slp Cisl. «Non ci risulta si siano ancora fatte scelte e non ci è parso il caso di prendere posizione senza ufficialità – osserva la segretaria Slp Arianna Pumilia –. Per ora non vogliamo creare allarmismi, ma poi se le scelte non ci piaceranno non mancheremo di farci sentire».
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